Sabato, 13 Luglio 2024
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Omicidio Thomas, il prefetto: "La violenza non può diventare un sistema di relazione, pronti ad ascoltare i giovani"

Flavio Ferdani è rimasto colpito dall'efferato delitto come tutta la comunità e se sul fronte della sicurezza annuncia l'arrivo di 30 nuove unità per le forze dell'ordine per l'estate, su quello della prevenzione annuncia la sottoscrizione di un protocollo d'intesa con magistratura e procura minorile per relazionarsi con i ragazzi, intercettare i loro disagi e dare una pronta risposta

Attenzione massima per il contrasto alla droga, maggiori controlli anche grazie a 30 nuove unità concesse dal ministero alle forze dell'ordine della città per il periodo estivo, ma soprattutto l'ascolto vero e concreto dei giovani da coinvolgere e “rendere protagonisti per evitare che episodi come quello del parco Baden Powell possano ripetersi combattendo soprattutto la violenza che non può diventare un sistema tra persone. La convivenza civile si basa sul rispetto quello vero, sul dialogo e sulla condivisione. La socialità va assolutamente favorita”.

A dirlo è il prefetto Flavio Ferdani che non nasconde di essere rimasto anche lui colpito dall'efferatezza del delitto di Christopher Thomas Luciani, il 16enne massacrato con 25 coltellate il pomeriggio di domenica 23 giugno e del cui omicidio sono sospettati due suoi coetanei. Parole con cui annuncia non solo l'arrivo dei rinforzi per le forze dell'ordine rimarcando l'aspetto repressivo per il contrasto alla criminalità e l'illegalità, ma anche la sottoscrizione di un protocollo d'intesa con magistratura, tribunale e procura per i minorenni con cui si intende “avviare un percorso di confronto che coinvolga i giovani al fine di intercettare preventivamene le situazioni di disagio e di potenziale pericolo che potrebbero sfociare in violenza e aggressione”.

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Al prefetto chiediamo del problema “droga” dato che questa storia ha mostrato quanto per i ragazzi sia facile accedervi e farlo a qualsiasi tipologia di sostanza con addirittura i figli della cosiddetta “Pescara bene” che diventano spacciatori e, nella drammatica vicenda, anche carnefici di un ragazzo fragile che avrebbe avuto bisogno di quella socialità e solidarietà di cui lo stesso prefetto parla e che invece ha trovato solo sofferenza e morte. 

“Sul tema droga – risponde – richiamo continuamente e in piena condivisione le forze dell'ordine. L'attenzione sulle attività di sequestro è costante. Questo è un fattore che produce effetti distorsivi e va combattuto. L'intendimento è comune – continua il prefetto -: incrementare i controlli anche in questo senso”.

Di fronte a un dramma tanto grande per Ferdani bisogna cogliere l'unico aspetto positivo fin qui emerso: la grande partecipazione dei giovani alla veglia organizzata dalla comunità di Sant'Egidio per ricordare Christoper. “Questo vuol dire che c'è la voglia di collaborare, il bisogno di essere ascoltati da parte degli adulti” ed è proprio in questa direzione che il protocollo che sarà sottoscritto tra una decina di giorni, vuole operare perché quanto avvenuto non solo non avvenga nuovamente, ma perché tutti i ragazzi che un disagio lo vivono possano trovare ascolto e partecipazione. 

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