Giovedì, 29 Luglio 2021
Attualità Pineta Dannunziana

Il coordinatore Fiab Odoardi sulla strada Pendolo: "Potrebbe diventare una strada della riserva dannunziana"

Il coordinatore interregionale della Fiab Abruzzo Molise interviene nel dibattito riguardante il futuro di via Pantini e della nuova strada pendolo nella zona della pineta dannunziana

Il coordinatore interregionale di Fiab Abruzzo Molise Odoardi, interviene nel dibattito riguardante la riqualificazione di via Pantini e il completamento della strada Pendolo nella zona della pineta dannunziana. Da giorni si discute sul progetto che prevede l'abbattimento di diversi alberi proprio in via Pantini, e Odoardi ha posto alcune riflessioni riguardanti proprio la logica del progetto della strada Pendolo, che nasce come una sorta di circonvallazione interna per collegare i quartieri della zona ovest della città al centro.

Come fa allora un progetto, pensato in un’epoca e con una logica ormai lontane, ad essere realizzato anni dopo, in un contesto dinamico diverso, mantenendo le impostazioni progettuali e funzionali di partenza? A sentire i sostenitori della bontà dell’opera, la strada Pendolo, carreggiata di ben quattro corsie, larga 15 metri, una superstrada urbana ma con limite 50 km/h, deve drenare traffico automobilistico circostante, e lì le macchine devono andare, correre, fluire.

Questa è una strada di uscita dalla città ma anche di ingresso: ci transitano mezzi motorizzati che il PGTU rileva essere tanti, parecchi, che oggi vengono o vanno da Francavilla, interessando anche il lungo mare, ma che  risentono anche dei flussi legati alla presenza della circonvallazione (tra l’altro in procinto di essere abbattuta).

Questo dato “fotografico” non va però  ritenuto ineluttabile, ma va inquadrato in uno scenario dinamico di riduzione del traffico automobilistico a favore di un nuovo modello di mobilità: lo dice il PUMS che il modal share automobilistico deve ridursi del 50% a favore di TPL e BICI (un dato, un valore che è anche indicatore della misura attuativa del piano stesso).

Per Odoardi, una visione corretta del futuro di questo asse viario e della zona deve prevedere strade piccole, che non agevolino l'alta velocità come in via della Bonifica, ma sagomate, senza abbattere alberi ma diventando una strada nella riserva dannunziana, che racconta e mostra l'area protetta

Carreggiata a due corsie massimo e marciapiedi, perché le norme lo impongono, con le opportune quinte vegetali di barriera e di filtro, che diano continuità alla Riserva verso il comparto agricolo adiacente. Tra l’altro le piante non si muovono, nell’accezione comune del movimento, ma di animali di lì ne passano, per cui è utile se non indispensabile creare anche corridoi dedicati e protetti che consentano una opportuna permeabilità faunistica.

Occorre, conclude Odoardi, anche una segnaletica di ingresso e uscita dalla riserva naturale, con lo smantellamento del tratto terminale di via della Bonifica, rimuovendo anche le recinzioni poste ai lati, e recuperando via Silone diventata un'area parcheggio per chi si reca in pineta in auto o per chi porta i figli a scuola in via Scarfoglio.

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