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Cambia il progetto del nuovo porto, i moli diventeranno passeggiate e i trabocchi verranno spostati sulla diga foranea

Modificato il progetto per la realizzazione del nuovo porto di Pescara con l'ultimo aggiornamento approvato dalla giunta comunale

Cambia parzialmente il progetto del nuovo porto di Pescara che la città attende ormai da tempo immemore oltre agli armatori che faticano a uscire in mare con i pescherecci a causa dei bassi fondali.
Tre le novità previste nel progetto in base all'ultimo aggiornamento approvato dalla giunta regionale a seguito di una relazione firmata dal direttore generale e dirigente comunale Gaetano Silveri.

Le banchine diventeranno dei percorsi pedonali sui quali poter passeggiare, i trabocchi verranno spostati sui bracci della diga foranea e, infine, i pescherecci non avranno più una darsena dedicata.

La giunta comunale, come detto, ha approvato una delibera all'interno della quale sono presenti gli indirizzi programmatici per la redazione del documento di pianificazione strategica di sistema e del nuovo piano regolatore portuale ovvero parliamo delle proposte che serviranno ad aggiornare il progetto già presentato per il nuovo porto. 

Passeggiata fluviale

«Sul versante nord del fiume Pescara, riva orografica sinistra», si legge nella delibera, «ridefinire la dividente doganale in modo da escludere interamente la banchina fluviale in corrispondenza del centro abitato e permetterne la classificazione di “ambito di interazione città-porto”, nonché estendere quest’ultimo a tutta la banchina fluviale del nuovo molo nord in fase di costruzione, dalla Madonnina alla diga foranea, al fine di raggiungere l’obiettivo e la finalità di realizzare un vero e proprio riverfront, ossia una passeggiata pubblica unica e continua che, dal circolo canottieri fino alla diga foranea, permetta di costeggiare il fiume in una sequenza coordinata e integrata di spazi pubblici, percorsi ciclo-pedonali e superfici ricettive; sul versante sud del fiume Pescara, riva orografica destra, nell’ipotesi di rimodulazione e di variante del piano regolatore portuale, sarebbe auspicabile riconsiderare alcune funzioni strettamente portuali in modo da rilocalizzarle e consentire, in una logica programmatoria di medio termine, la realizzazione di uno spazio lineare aperto al pubblico che, da piazza della Marina fino al monumento ai Caduti al mare, permetta di recuperare e restituire alla città un rapporto diretto e di qualità con il fiume.

Darsena e pescherecci

«Eliminare dal documento di programmazione strategica di sistema (Dpss) in corso di predisposizione (e dal futuro piano regolatore portuale)», prosegue la delibera, «la previsione della darsena pescherecci a nord e prevedere una redistribuzione di circa 600 metri di fronte di accosto operativo, che le attuali previsioni di Prp destinano alla pesca, eventualmente anche riducibili, tra gli oltre 1.200 metri della nuova darsena commerciale prevista a sud, al fine di concentrare le attività di pesca in un ambito specifico dedicato alle funzioni produttive che, nell’attuale assetto infrastrutturale e logistico, va inequivocabilmente definendosi sulla sponda sud del fiume, com’è dimostrato dalla programmata riallocazione del mercato ittico all’ingrosso sulla riva fluviale sud. Tale spostamento risulta comunque compatibile e allineato alle previsioni della stessa area commerciale, che sul fronte opposto contempla l’allocazione della stazione marittima in diretta connessione con la banchina di attracco».

Trabocchi

«Prevedere la possibilità di riposizionare gli attuali trabocchi su entrambi i lati esterni dei due bracci della diga foranea e del pennello di foce già esistenti in diretto rapporto col mare», si legge ancora nell'atto, «anche integrandoli con nuove unità e, in subordine, nel caso di eliminazione della darsena pescherecci, prevedere la possibilità di riposizionare i trabocchi lungo il nuovo molo di ponente, attualmente in fase di realizzazione, al fine di ricostituire un fronte a mare caratterizzato dalla presenza di trabocchi pensati come testimonianza delle tradizionali macchine da pesca, più in chiave turistico-paesaggistica che in una vera e propria ottica produttiva, auspicando un riallocamento delle attuali strutture (ma anche di nuove) all’interno di uno scenario integrato con le modalità di fruizione della nuova banchina nord e della passeggiata a mare – riverfront». 

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