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Niente rifugio a Santa Teresa e i cani di Pescara rischiano di restare senza casa: le associazioni animaliste si appellano alla Regione

Lndc, Leidaa e Oipa si dicono deluse del "no" del consiglio comunale di Spoltore al progetto del nuovo canile sul suo territorio e chiedono un intervento all'ente regionale, ma anche al Comune del capoluogo adriatico di attuare un piano B

“Se il progetto del Parco rifugio dovesse ufficialmente naufragare, un futuro incerto attende i tanti cani ospiti del canile di Pescara di via Raiale. Animali innocenti che, unicamente a causa di guazzabugli politici tra l’amministrazione del Comune di Spoltore e quella di Pescara, perderanno la loro casa e la loro famiglia costituita dai volontari di Lndc Animal Protection. Questi animali non avranno più i loro punti di riferimento, i capisaldi che li hanno tenuti a galla nei giorni difficili in cui, con tanta fatica, hanno dovuto imparare a superare il dolore e la sofferenza vissuti e rischiano di essere trasferiti lontano da tutto ciò che conoscono”.

E' un vero e proprio grido disperato quello che la Lega nazionale del cane, insieme alla Leidaa (Lega italiana difesa animali e ambiente) e l'Oipa (Organizzazione italiana protezione animali) lanciano dopo che il consiglio comunale di Spoltore ha detto no al Rifugio che si sarebbe dovuto realizzare a Santa Teresa. Un diniego dettato dal fatto che il progetto approvato dall'amministrazione pescarese si dovesse realizzare in un'area fuori dalla sua competenza senza che vi fosse mai stato un vero confronto con il Comune che lo dovrebbe ospitare. Tesi questa più volte contestata dall'amministrazione pescarese. Parliamo del Parco rifugio da 600mila euro il cui progetto prevede la realizzazione di circa 50 box singoli, doppi o quadrupli capaci di ospitare fino a 65 cani. Un rifugio che nelle intenzioni del Comune di Pescara dovrebbe sorgere su un terreno di Santa Teresa donato dall'imprenditore Daniel Kihlgren. 

Un diniego quello arrivato da Spoltore per cui le associzioni si dicono “allibite” manifestando “preoccupazione anche per la situazione dei cani di Spoltore, dipinta come idilliaca quando nella realtà si presenta problematica tanto quanto quella di Pescara” dato che entrambi i Comuni, spiegano, “hanno convenzioni con due canili privi di autorizzazioni Asl, necessarie per legge, motivo per cui un nuovo rifugio rappresenterebbe la giusta soluzione”.

Per le associazioni però il fatto che si parli di un comune diverso non è sufficiente come ragione per dire no perché, scrivono congiuntamente, “forse non tutti sanno che il canile di Pescara ha ospitato e curato per anni non solo i randagi del comune, ma anche quelli dei territori attigui, tra cui per l’appunto Spoltore che nel tempo ha usufruito di tale struttura e dei suoi servizi. Inoltre è giusto far presente che le associazioni pescaresi presenti sul territorio hanno salvato e continuano a salvare tutti gli animali, compresi quelli di Spoltore”.

“Proprio ora che Spoltore ha l’occasione di poter fare la differenza sul suo territorio in termini di benessere animale, il consiglio comunale ha deciso di dire no a un grande progetto da realizzare all’interno dei suoi confini comunali che andrebbe a beneficio non solo degli animali, ma di tutta la cittadinanza, un’iniziativa all’avanguardia che potrebbe cambiare non solo i giorni a venire dei cani attualmente ospitati presso il canile di via Raiale a Pescara, ma che riguarda il futuro dei tanti animali della zona” incalzano Lndc Leidaa e Oipa che si dicono deluse e amareggiate dopo quanto sentito proprio in quel consiglio comunale.

“È impensabile che non si riesca a trovare un accordo per realizzare un presidio zooantropologico unico nel suo genere nel nostro Paese – denunciano -. La stessa amministrazione spoltorese non ha contestato la bontà del progetto: un luogo da frequentare e dove socializzare con gli animali, nell’ottica di conoscerli meglio e adottarli. Ancora una volta, dobbiamo constatare che lasciarsi sfuggire questa occasione con un progetto di tale calibro, con fondi già stanziati grazie a un finanziamento e con un terreno idoneo offerto gratuitamente da un privato, sarebbe un’opportunità persa per creare qualcosa di innovativo che garantirebbe il benessere degli animali e lustro anzitutto per la città di Spoltore, oltre che per il capoluogo”.

“Tenteremo il tutto per tutto per difendere un progetto in cui crediamo e per tutelare gli animali della zona che non meritano di essere trattati come merce di cui disfarsi. Ci auguriamo che le divergenze vengano appianate e per fare questo sarebbe auspicabile un intervento da parte delle Regione in modo da porre fine alla questione. È importante anche ribadire che, nel caso in cui il progetto del Parco rifugio naufragasse definitivamente, il Comune di Pescara dovrebbe trovare una soluzione ragionevole per continuare a prendersi cura dei propri animali piuttosto che deportarli. È impensabile che, in futuro, un capoluogo non disponga di una struttura dove poter accudire cani e gatti, dove le famiglie pescaresi possano recarsi per dare speranza a delle povere creature in cerca di una nuova vita. Il Comune di Pescara- concludono- dovrebbe prepararsi a un piano B per la realizzazione di una struttura alternativa al Parco rifugio all’interno delle sue mura”.

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