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Domenica, 25 Settembre 2022
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Italia Nostra sul nuovo palazzo della Regione nell'area di risulta: "Decisione arretrata e dannosa per la città"

La denuncia dell'associazione: "Nessuno studio urbanistico, nessuno studio sull’impatto del nuovo traffico e dei nuovi parcheggi su una città già intasata, nessuno studio sul contesto urbano, sulla sua crisi commerciale ed immobiliare, nessuno studio sulla qualità dell’aria"

È critica la sezione “L. Gorgoni” Italia Nostra – Pescara" riguardo all'intesa firmata dal Comune per la costruzione nell'area di risulta della nuova sede.
«Sulle aree di risulta nemmeno un progetto, soltanto una decisione arretrata e dannosa per la città», scrivono da Italia Nostra. 

«Apprendiamo dagli organi di stampa che la decisione di dove costruire il palazzo della Regione Abruzzo è costata la fatica di qualche minuto», proseguono dall'associazione, «a qualche mese dal fallimento del progetto precedente per le aree dell’ex ferrovia è maturata una nuova pensata. Succede quando i potenti giocano a dadi sulla città ignara. La riunione tra il nostro sindaco e il nostro governatore regionale potrebbe essere avvenuta sul tavolino argentato di un anonimo bar: E il palazzo della Regione dove lo mettiamo? Si parlava di metterlo sulla Tiburtina o verso Villa Raspa, collegato alle grandi strade e ai parcheggi di scambio. No, non va bene; e che ti vuoi mettere in periferia? Giusto. Nessuno studio urbanistico, nessuno studio sull’impatto del nuovo traffico e dei nuovi parcheggi su una città già intasata, nessuno studio sul contesto urbano, sulla sua crisi commerciale e immobiliare, nessuno studio sulla qualità dell’aria. Nessun ricordo del Prg che vuole in quell’area il parco centrale della città, connesso a un esteso sistema del verde. Nessuna consultazione cittadina, lascino fare a loro. Infilzano un palazzone per uffici nell’area più pregiata , portando al centro più traffico, il bisogno di più posti auto, gli ingorghi di giorno e il deserto di sera; invece quella è un’area che potrebbe cambiare il volto della nostra città come stanno facendo le più evolute cittadine europee con azioni resilienti, con effetti per la mitigazione climatica, per riorganizzare intorno al suo cuore verde l’intero centro cittadino. Questo avverrebbe se si avesse la lungimiranza di trasformare l’area in un bosco urbano a beneficio di tutti. Una lungimiranza che ci fu più di trenta anni fa, quando l’area fu ceduta alla nostra città proprio per farne un bosco. Da allora, solo tentativi per cambiare strada, e quest’ultimo senza nemmeno l’ambizione di un progetto di scala urbana. Ma a quanto pare basta fare passare del tempo, e poi decidere come davanti ad un caffè su un tavolino d’alluminio. Dal canto nostro ci faremo ancora sentire, con chi vuol dare voce alla parte di cittadini che rifiuta tutto questo».

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