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Il comitato abruzzese"No green pass" dopo l'incontro con Marsilio: "Bene il dialogo, ma noi abbiamo fede solo in Dio"

Nico Liberati, portavoce del comitato, commenta l'incontro di ieri 11 ottobre avuto con il governatore Marsilio e con l'assessore Verì

L'apertura di un dialogo è sicuramente un fatto positivo, ma alle istituzioni possiamo garantire solo lealtà e non la fede, che riponiamo solo in Dio. Lo ha detto Nico Liberati, portavoce del comitato abruzzese "No green pass" che ha incontrato ieri 11 ottobre in videoconferenza il presidente della Regione Marco Marsilio, assieme all'assessore Nicoletta Verì. Il comitato ha sollecitato il governo regionale ad attivarsi per superare e mitigare l'emergenza democratica innescata dai green pass, spiega il portavoce:

"Alle istituzioni assicuriamo tutta la nostra lealtà, perché la fede, non se la prenda a male il presidente Marsilio, la riponiamo solo in Dio! Riconosciamo l'afflato repubblicano e l'ispirazione costituzionale mediante i quali la giunta Marsilio ha difeso e riabilitato il dialogo, contrapponendosi con piglio gagliardo a taluni che hanno smarrito, evidentemente, ogni riferimento al proprio elettorato ed al mandato civico ricevuto in forza della Costituzione"

L'apertura di una interlocuzione franca, spiega Liberati all'agenzia Dire, è motivo di orgoglio, con una sintonia piena per la condanna degli atti violenti avvenuti durante la manifestazione a Roma, con la massima solidarietà ai sindacati.

"I limiti d'azione delle proposte, come quella della gratuità dei tamponi, non possono essere riconosciuti solo attraverso i limiti di bilancio, poiché neppure con la vaccinazione del 100% della popolazione, si potrà garantire l'immunità di gregge. La nostra voce continuerà a levarsi ogni volta che discriminazioni aizzate da comportamenti inopinati delle istituzioni, come quando entrano nelle scuole per pubblicizzare le vaccinazioni. Continueremo il nostro lavoro finché arrivi a tutti, chiaro e netto il messaggio: che nessuno entri più nelle aule scolastiche ed universitarie, per discriminare i nostri figli.

Se le regolamentazioni nazionali ed i limiti di bilancio regionali impediscono uno scenario equo allora la soluzione dei problemi la otterremo attraverso un dialogo costante con il quale concretizzeremo un futuro nel quale siano riabilitate tutte le componenti sociali, siano esse vaccinate o meno. Fidarsi del green pass, a cui le istituzioni nazionali hanno dato così tanto peso, forse non corrisponde affatto ad una misura di tutela della salvaguardia della saluti. Non ci siamo mai opposti all'invito a sostenere la campagna vaccinale. Non viene meno comunque il nostro invito di vigilanza che rivolgiamo alla collettività. Vigilanza che vengano utilizzati i metodi di controllo per l'accesso alle scuole, come i termoscanner che pure la regione ha finanziato, e che da quanto ci risulta non sono in funzione. Vigilanza dei casi di reazione avverse da vaccinazione, per non lasciare sole le famiglie".

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