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Domenica, 26 Maggio 2024
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Movida, per l'occupazione del suolo pubblico le autorizzazioni vanno rettificate: meno tavoli e meno rumore

E' quanto prevede la determina del settore Qualità degli spazi pubblici che, facendo riferimento al regolamento di igiene pubblica, rivede le regole dell'occupazione nell'area di piazza Muzii e strizza l'occhio al piano antirumore

“Con una minore densità di occupazione di suolo i clienti saranno più comodi, migliorerà il sevizio ai tavoli e garantendo una maggiore tranquillità agli avventori si cercherà di diminuire l'inquinamento acustico all'esterno di ciascun locale pubblico esercizio di riferimento”.

E' questo il passaggio chiave della determina dirigenziale con cui il settore Qualità degli spazi pubblici (Osp) prevede rettifiche alle autorizzazioni rilasciate o da rinnovare per l'occupazione del suolo pubblico nella zona della movida, ovvero per i locali che si trovano in piazza Muzii, via De Cesaris, via Battisti, via Piave, via Roma e via Mazzini. Rettifiche alle autorizzazioni che, si specifica, si limitano a quelle già esistenti o in fase di rinnovamento perché di nuove non ne saranno rilasciate. Un provvedimento che fa sì riferimento all'occupazione del suolo pubblico, ma che in realtà, come scritto, interviene anche sul problema "rumore" nel tentativo di ridurlo così come previsto dal piano di risanamento acustico il cui iter di approvazione è ancora in corso.

A giustificare il provvedimento che va dunque a toccare un tema caldo su cui è scontro aperto tra l'amministazione e gli esercenti, non può però essere un piano non ancora approvato. A farlo sono le relazioni fino ad oggi presentate e, in particolare, l'articolo 134d del regolamento di igiene vigente datato 2009 e modificato nel 2015. Articolo in cui si specifica che “è consentita la somministrazione di alimenti in pertinenze esterne ai locali e poste all'aperto. Per gli esercizi di ristorazione i posti tavola delle pertinenze esterne s'intendono sostitutivi del numero di posti previsti all'interno degli esercizi”. Questa la leva con cui sembra si voglia anticipare almeno in parte l'azione che ci si aspetta dal piano di risanamento acustico. Traducendo l'articolo del regolamento di igiene si dice di fatto, si legge nella determina, che “il numero dei posti tavola delle pertinenze esterne non può superare l'analogo numero di posti tavola all'interno dell'esercizio” per cui nelle rettifiche alle autorizzazioni diventerà facoltativo indicare il numero dei tavoli e delle sedie che si intendono mettere negli spazi all'aperto, ma si chiederà comunque indicare la superficie occupata in metri quadri ai fini del calcolo del canone e della tariffa applicata “specificando che la superficie complessiva destinata alla somministrazione non deve essere inferiore a un metro quadrato per ciascuna tavola”.

Dovendo essere la superficie esterna occupabile non più ampia dello spazio interno e dovendo garantire maggior spazio tra un tavolo e l'altro, si avrà, si legge ancora nella determina, “un minor numero di posti tavoli all'esterno”. “L'esercente diminuendo il numero di posti tavola all'esterno sarà in grado di fornire il servizio di somministrazione esterna con maggiore qualità ed in maniera più comoda per il personale e quindi con il maggior soddisfacimento per la clientela”, si legge nel documento. Una procedura questa, si specifica, che non avrà costi per il Comune “in quanto non verranno modificati i conteggi dei canoni e delle tariffe già applicate ed in vigore”.

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