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Morti sul lavoro, nei primi 11 mesi del 2021 in Abruzzo sono 35 i decessi accertati

Lo ha fatto sapere l'osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega Engineering snocciolando i dati relativi al periodo gennaio - novembre 2021

Abruzzo che si conferma da zona rossa per i morti sul posto di lavoro nel 2021. L'osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre, infatti, ha diffuso i dati relativi al periodo gennaio - novembre 2021, con la nostra regione che si colloca fra quelle che hanno un'incidenza maggiore del 25% rispetto alla media nazionale di 38,5 morti ogni milione di lavoratori. Assieme all'Abruzzo in zona rossa troviamo Puglia, Campania, Basilicata, Umbria, Molise e Valle D’Aosta. In zona arancione Trentino Alto Adige, Piemonte, Marche e Friuli Venezia Giulia, in zona gialla Liguria, Lazio, Sicilia, Veneto, Emilia Romagna, Sardegna e Toscana e in zona bianca Lombardia e Calabria.

I numeri assoluti dei decessi avvenuti sul posto di lavoro vedono Lombardia (107). Campania (101), Piemonte (79), Lazio (77), Emilia Romagna (76), Puglia (73), Veneto (70), Toscana (46), Sicilia (42), Abruzzo (35), Marche (25), Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (23), Liguria (22), Umbria (21), Sardegna (17), Molise (15), Basilicata (14), Calabria (13) e Valle D’Aosta (3).  La fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è quella tra i 45 e i 64 anni (606 su un totale di 882) anche se dall'incrocio delle variabili si scopre che in reaòtà sono i lavoratori over 65 quelli più a rischio. Mauro Rossato presidente dell'osservatorio:

“Manca ancora un mese al bilancio di fine anno e sono già 1.116 i morti sul lavoro nel 2021. Un dramma che non conosce fine. Ma i numeri assoluti non bastano a definire l’emergenza nel Paese. Perché, come diciamo da sempre, è l’indice di incidenza della mortalità, cioè il rapporto degli infortuni mortali rispetto alla popolazione lavorativa a descrivere correttamente e obiettivamente l’emergenza, regione per regione. Ed è così che la Lombardia - che conta il maggior numero di vittime in Italia, ma anche il maggior numero di persone occupate - è anche quella più sicura, perché l’incidenza di mortalità è la più bassa d’Italia”.

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