Domenica, 14 Luglio 2024
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Grazie a un complesso intervento per una malformazione al cervello per una 15enne inizia una nuova vita

Era affetta da Mav (Malformazione artero-venosa) la ragazza operata con successo all'ospedale di Pescara dall'equipe di Radiologia interventistica neurovascolare guidata da Vincenzo Di Egidio e dal dottor Maurizio Pellegrini

Era affetta da Mav (Malformazione artero-venosa), una malformazione vascolare del cervello, ma grazie a un complesso e delicato intervento eseguito all'ospedale di Pescara per una 15enne inizia ora un percorso di vita normale.

Un risultato importantissimo quello raggiunto grazie all'operazione eseguita dall'equipe di Radiologia interventistica neurovascolare guidata dal direttore Vincenzo Di Egidio e dal dottor Maurizio Pellegrini e condotta in collaborazione con i reparti di Anestesia, Rianimazione e Neurochirurgia.

La patologia Mav consiste in un intreccio anomalo di vasi sanguigni, arteriosi e venosi, nel cervello. Questa condizione è causata dalla mancanza dello sviluppo di capillari, che nei casi normali collegano arterie e vene. L'assenza di capillari crea un circuito pericoloso, in quanto il sangue passa direttamente dalle arterie alle vene senza il giusto filtraggio dato dalla rete capillare, aumentando il rischio di gravi complicazioni.

Per l'intervento si è proceduto con la “embolizzazione endovascolare”, una tecnica mininvasiva che comporta l’inserimento di un sottile catetere in un’arteria dell’inguine (arteria femorale), che viene guidato fino ai vasi cerebrali problematici attraverso un sistema di navigazione intrarterioso. Una volta raggiunti i vasi da embolizzare, sono stati rilasciati polimeri speciali (colla chirurgica) che bloccano il flusso sanguigno nelle aree malformate, riducendo il rischio di emorragie e altre complicazioni.

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La procedura è particolarmente delicata non solo per la complessità della malformazione, ma anche perché i vasi coinvolti si trovano vicino ad aree del cervello responsabili di funzioni molto importanti. Tuttavia, grazie alla precisione della tecnica e all’abilità dei medici, l'intervento è riuscito perfettamente.

La ragazza ora sta bene, è tornata a casa e può riprendere la sua vita normale. Continuerà ad essere monitorata regolarmente dall'ospedale per assicurarsi che tutto proceda per il meglio.

La tecnica dell'embolizzazione endovascolare rappresenta un importante passo avanti nella neuroradiologia interventistica, sottolinea la Asl, in quanto permette di trattare patologie cerebrali complesse con minori rischi rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali. Studi scientifici hanno dimostrato che questo approccio può ridurre significativamente le complicanze post-operatorie e migliorare i tempi di recupero dei pazienti.

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