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Martedì, 16 Agosto 2022
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Marco Di Girolamo, il pescarese che ha portato l'Abruzzo a Londra sfidando la pandemia

E' una storia iniziata più di 20 anni fa quella di Marco che oggi è un manager affermato alla guida del ristorante Orfeo di Kensel Rise, una storia di riscatto e successo di chi, della crisi, ha fatto una grande opportunità

L'occasione arriva quando meno te lo aspetti. E' un modo di dire banale e scontato diranno molti e potremmo anche essere d'accordo, ma la vita a volte sa sorprenderti perché ciò che ti sembra tanto banale diventa invece sorprendente. Certo, dietro c'è sempre tanto impegno e soprattutto la capacità di non arrendersi ed è proprio il connubio felice, un po' come quello del cacio con l'uovo, che permette di raggiungere un traguardo. Non un punto d'arrivo, ma solo una tappa verso nuovi obiettivi perché se di una cena ci si può saziare, della voglia di riuscire no.

Marco Di Girolamo, il ristorante Orfeo a Londra

 

Accade così che Marco Di Girolamo pescarese doc che oggi di anni ne ha 51, ha centrato il suo obiettivo, quello che aveva sempre inseguito, nel momento apparentemente meno probabile: nell'anno della pandemia. Oggi è lui a gestire l'Orfeo Restaurant di Kensel Rise di Londra, non lontano da due quartieri più che famosi come Portobello e Notting Hill e la metafora del connubio cacio con l'uovo non l'abbiamo usata di certo a caso. L'Orfeo, infatti, è un ristorante abruzzese, dove si mangia abruzzese con prodotti rigorosamente abruzzesi e un menù in italiano e, ovviamente, in abruzzese.I piatti sono curati così come elegante ed accogliente è il locale. Se vi doveste trovare da queste parti potreste divertirvi a leggere sul menù come si traduce dall'abruzzese all'inglese pipindun e ove, trappitara, arrosticini o magari proprio pallotte cacio e ovo, ma il valore aggiunto sta nel successo inseguito e raggiunto da Marco e da chi, con lui, ha iniziato questa avventura. Ora è un manager affermato, nella città si è fatto conoscere, il ristorante nonostante gli anni complicati si sta affermando molto bene e la sua naturale simpatia è la testimonianza della semplicità di chi sa cosa vuol dire rimboccarsi le maniche e fare una lunga, ma fruttuosa, gavetta.

Sono passati vent'anni dalla sua prima volta Londra. Una prima volta che si è tradotta nel lavorare in un ristorante italiano prima e nell'Hard Rock Cafè poi. Poi il primo ritorno in Italia dove di lavori ne ha fatti davvero tanti e di ogni genere, ma il pallino dell'imprenditoria era sempre lì. Nel 2010 ha fatto di nuovo i bagagli per quella che doveva essere una semplice vacanza di cinque giorni sempre a Londra: si è tradotta in una permanenza di nove mesi. Ma è nel 2020 che arriva quella telefonata dal signor Orfeo in persona. Lui un ristorante lo aveva già aperto fuori Londra, ma la voglia di entrare nella City era tanta: per farlo ci volevano persone capaci e con la voglia di portarlo l'Abruzzo nella capitale inglese. “Ci incontrammo e mi spiegò quello che voleva fare – spiega Marco -. Il suo progetto era di aprire un ristorante a Londra e mi ha incaricato insieme ad un altro suo collaboratore, Carmine di Lisio di cercare le strutture e di avviare il locale”. Tutto in piena pandemia. Da lì a qualche mese avremmo iniziato a parlare di crisi d'impresa, di difficoltà economiche e tante altre situazioni molto pesanti che ancora oggi l'economia mondiale, con in più una guerra nei confini europei, si porta addosso.

Ristorante Orfeo londra 6

Trovare l'opportunità dentro la difficoltà: Marco è riuscito a vederla e coglierla. “Ho iniziato personalmente il lavoro della ricerca dei locali insieme a Carmine che è il general manager dell'Orfeo restaurant e street food, e dall'inizio del 2021 e abbiamo aperto prima lo street food nel market di Camden Town, l'Orfeo street food e poi, il 15 dicembre 2021, il ristorante abruzzese a Knesel Rice riscuotendo un ottimo successo”. Forse non lo ricorderete, ma noi, invece, di Alessio Capacchietti ci ricordiamo benissimo perché dentro Camden Town c'è proprio lui a deliziare inglesi e abruzzesi in trasferta con le nostre eccellenze. Un altro figlio della nostra Pescara. E verso di lui Marco ha parole davvero bellissime: “per me è come un nipote, sta facendo davvero un bel lavoro e sta ottenendo ottimi risultati. Un ringraziamento particolare, ovviamente, è al patron Orfeo che mi ha dato questa grande opportunità”. Per Marco un riscatto importante per quell'occasione tanto cercata, ma che qui in qualche modo gli è stata negata. L'ultima esperienza, prima di tornare nella città anglosassone, infatti, Marco l'ha fatta proprio a Pescara prendendo in gestione il Gourmet. Se a livello lavorativo di soddisfazioni, ci dice, se ne è tolte tante, da altri punti di vista l'esperienza non è stata affatto bella ed è così che alla fine il suo Abruzzo se l'è portato lontano senza però mai dimenticarlo, anzi, facendolo diventare il motore del suo successo e del ristorante che ora gestisce. Marco Di Giorlamo è un personaggio fuori dal lavoro, nell'eccezione migliore del termine. Qualcuno magari se lo ricorderà quando esultava con la bandiera del Pescara alla vittoria degli Europei parlando persino a Sky, ma quando si tratta di lavorare è tutta passione e dedizione.

Insomma sé è vero che è scontato dire che l'occasione arriva quando meno te lo aspetti, lo è altrettanto dire che l'Abruzzo è forte e gentile, ma se essere caparbi non è segno di forza e avere sempre un buon sorriso per tutti non è gentilezza, cos'altro lo è? A Pescara e all'Abruzzo Marco resta molto legato e anche quest'anno farà il tifo per il Delfino tra un arrosticino e due pallotte cacio e ovo, e se un fiume non potrà mai sostituire il mare come cantava, parafrasandolo, il grande Ivan Graziani, trovarsi nel cuore di Londra a leggere un menù in abruzzese, con i piatti tipici abruzzesi, preparati con prodotti tutti rigorosamente abruzzesi, è un po' come ritrovare casa. Abbiamo usato più di una volta, ironicamente, il termine scontato, ci permettiamo di usarlo un'ultima volta: certo che gli arrosticini sono cotti sulla canaletta, non era scontato?

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