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Mafie, la Dia nell'ultima relazione al parlamento: "In Abruzzo possibili infiltrazioni dei clan malavitosi pugliesi"

La Direzione investigativa antimafia ha presentato come di consueto la relazione semestrale al parlamento in merito alla situazione sul fronte della criminalità organizzata nel territorio nazionale

L'Abruzzo resta ancora una regione senza importanti dinamiche criminali legate alle organizzazioni mafiose autocnone, ma è fortemente a rischio per infiltrazioni di clan provenienti da altre regioni. È quanto emerge dalla relazione semestrale della Dia, la Direzione investigativa antimafia che è stata presentata al parlamento e che fornisce un quadro completo sul fronte delle organizzazioni mafiose sparse sul territorio italiano. Assieme al Molise, in particolare, l'Abruzzo è un territorio appetibile per la mafia foggiana e in generale per i clan pugliesi, che appaiono "camaleontici, capaci di essere insieme rozzi e feroci ma anche affaristicamente moderni con una vocazione imprenditoriale".

La zona più sensibile sul fronte delle infiltrazioni mafiose è quella dell'Aquilano e del cratere del sisma 2009, dove i grossi appalti pubblici finanziati per la ricostruzione da anni sono nel mirino non solo delle mafie pugliesi ma anche della camorra con presenze segnalate dei Casalesi, Belforte, Contini - Amato - Pagano, Moccia e Mallardo. Infine viene ricordata la presenza radicata sul territorio di famiglie di etnia rom, spesso dedite ad attività criminali come lo spaccio di stupefacenti, i furti, l'usura e l'estorsione che però allo stato attuale non sembrerebbero collegate alle associazioni mafiose extra regionali già citate.

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