Giovedì, 18 Luglio 2024
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Liste d'attesa, gli ultimi dati della Asl di Pescara: per alcune prestazioni i tempi sono "biblici"

Pubblicato dall'Azienda sanitaria l'ultimo report con i dati relativi al mese di maggio. Sul fronte delle visite non urgenti (a 120 giorni) alcuni tempi d'attesa si riducono, altri si dilatano rispetto a inizio anno, ma con numeri comunque ben lontani da quelli previsti: si va dai 694 giorni per una rettosigmoidoscopia ai 441,64 per una colonscopia e fino ai 326 per una ecografia della mammella.

Alla Asl di Pescara si possono aspettare fino a 694 giorni per una rettosigmoidoscopia (un esame rettoscopico), fino a 441,64 per una colonscopia con endoscopio flessibile, e ancora 346,63 per una elettromiografia semplice e fino a 326 per una ecografia monolaterale della mammella.

Lo dice l'ultimo report dell'Azienda sanitaria (riferito ai dati di maggio) pubblicato sul sito dell'azienda sanitaria (Clicca qui per accedere alla pagina di riferimento). Parliamo di prestazioni non urgenti e cioè quello che andrebbero eseguite entro 120 giorno con alcuni di questi numeri, quelli citati sono i più “pesanti” che in realtà sono anche migliorati rispetto a inizio anno come nel caso della colonscopia per la quale a febbraio il tempo d'attesa medio era di 642,77 giorni (a fronte dei 308,84 di gennaio) e l'elettromiografia per cui a febbraio l'attesa era calcolata in 438,96 giorni (a gennaio 429,64).

Si potrebbe parlare in questi casi come in altri di lievi miglioramenti, ma pur sempre con tempi biblici. Certo, leggendo il complesso delle prestazioni e delle attese, ci sono prestazioni che rispettano i tempi come per una visita oculistica, ortopedica, urologica, l'holter cardiaco, alcune ecografie e tomografie, ma per molte e spesso quelle più impattanti nella vita delle persone, le attese sembrano interminabili.

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Un problema nazionale indubbiamente quello delle lungaggini liste d'attesa, ma che a Pescara è finito anche sotto la lente della procura che ha aperto un'inchiesta contro ignoti e senza ipotesi di reato per fare chiarezza, con la Asl che da parte sua ha sottolineato come le criticità siano note sottolineando la trasparenza che l'Azienda attua nel rendere pubblici i dati e rimarcando che il problema è il “più sentito e attenzionato da tutte le istituzioni”.

Inchieste o no, soluzioni efficienti vanno trovate per dare risposte ai cittadini in una regione che, dice l'indagine Gimbe resa nota a gennaio 2024, è tra quelle con la maggior mobilità passiva per accesso alle cure. Lo scontro politico ovviamene non manca tra chi difende quanto si sta facendo per arginare il problema e dunque chi la Regione la governa, e chi al contrario punta il dito sulle scelte della maggioranza anche sul fronte della copertura del debito sanitario da 122 milioni.

Se le istituzioni sono chiamate a svolgere la loro funzione e trovare soluzioni efficaci cui si assicura si lavora costantemente, i cittadini nel frattempo sono alle prese con non poche difficoltà per accedere alle prestazioni sanitarie e a crescere sarebbe anche il numero di chi alle cure rinuncia perché permettersela privatamente non è di certo per tutti.

Tornando quindi ai dati pubblicati dalla Asl se come detto ci sono prestazioni che i tempi in termini di visite urgenti e non urgenti, li rispettano, ce ne sono molte altre per cui non è così se facciamo sempre riferimento alle non urgenti e cioè quelle a 120 giorni su cui si riscontrano le vere criticità.

Per una prima visita chirurgica vascolare, ad esempio, si è passati dai 98,32 giorni di attesa di gennaio (dato nei parametri) ai 229 di maggio, così come i già tempi lunghissimi per la prima visita endocrinologica sono passati dalla media dei 280,58 giorni di gennaio ai 385,86 di giugno. Ritardi, seppur più lievi, si riscontrano nei tempi per la prima visita neurologica che se veniva effettuata entro i 120 giorni a gennaio (86,51 la media), a maggio chiede un'attesa di 137,25 giorni.

Migliora leggermente e rientra nei 120 giorni sebbene con una media d'attesa di 116,63 giorni, l'accesso alla prima visita oncologica che a gennaio di giorni di attesa ne richiedeva 121,84. Molto più dilatato il tempo da aspettare per accedere a una mammografia bilaterale con il dato che gennaio parlava di una media di 187,95 giorni d'attesa, a febbraio di ben 375,45 giorni e a maggio di comunque 269,44 giorni d'attesa. Peggio ancora per la mammografia monolaterale passata dai 173,33 giorni di attesa di gennaio e i 94,80 di febbraio ai ben 346,25 di maggio. Non va meglio con l'ecografia alla mammella per cui per quella bilaterale nel mese di maggio l'attesa è stata calcolata in 296,86 giorni di media rispetto ai 120 della visita non urgente: peggio di gennaio quando erano 225,57 e meglio di febbraio quando il tempo era di oltre un anno con i suoi 347,36 giorni necessari per accedere alla prestazione. Una situazione che si ripete, in peggioramento anche per l'ecografia monolaterale alla mammella: solo 6 giorni d'attesa per la prestazione non urgente a gennaio, ben 326 a maggio.

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