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Martedì, 7 Dicembre 2021
Attualità

Avrebbe augurato sui social la morte a 2 docenti, bufera su dipendente del liceo Classico

Il nodo è relativo a un post condiviso su Facebook (poi rimosso) da parte di una dipendente della scuola

Scoppia un caso all'interno del liceo Classico "d'Annunzio" di Pescara.
Il nodo è relativo a un post condiviso su Facebook (poi rimosso) sul suo profilo da parte di una dipendente della scuola.

Colei che è finita nell'occhio del ciclone è una dipendente dell'istituto.

Tramite il suo profilo avrebbe augurato la morte a 2 docenti convidendo un'immagine con un leone e una volpe con scritto: "La morte discenda su di voi, amen". A molti è sembrato un riferimento alle docenti che di cognome fanno Leone (Fatima) e Volpe (Sara). Questo post, poi eliminato, ha generato diverse reazioni e sdegno da parte di tanti e il caso ha varcato le mura dello storico istituto di via Venezia. 

Nei giorni scorsi alcuni docenti (11 in totale) del Classico hanno inviato una lettera aperta agli altri colleghi precisando di aver deciso di mettere nero su bianco «dopo recenti esternazioni sui social attraverso le quali alcune colleghe sono state inopinatamente attaccate e offese. Tali esternazioni hanno suscitato osservazioni critiche tra allievi ed ex allievi, sgomento tra molti genitori, disorientamento tra coloro che stanno valutando la possibilità di iscrivere in questo liceo i propri figli. La possibilità che la comunicazione, che l'uso dei social ha reso rapidamente fruibile, diventi veicolo di espressioni lesive della dignità delle persone non può che preoccupare e amareggiare profondamente tutti coloro che si sentono parte di una comunità educante. Dai commenti sull'accaduto emergono incredulità e sdegno e perfino, talvolta, ironia e irrisione. Tutto ciò non qualifica e non giova certamente all'immagine del nostro liceo».  

È di oggi invece la lettera degli ex alunni con oltre 200 sottoscrizioni compresa anche quella dell'ex sindaco Marco Alessandrini e di docenti docenti importanti tipo Maria Giulia Mortati ed Ernestina Liberi.

Questo il contenuto della lettera che la dirigente scolastica Donatella D'Amico non avrebbe voluto visionare:

«Il liceo classico G. D’Annunzio non è soltanto una scuola. Il nostro liceo è il luogo dove abbiamo stretto la maggior parte delle nostre amicizie, dove sono nati i nostri pensieri più profondi, dove abbiamo passato alcuni degli anni più belli della nostra vita, dove sono germogliate le nostre idee, dove si sono formate le nostre personalità. Riteniamo quindi la nostra ex scuola non soltanto un bene pubblico, una istituzione storica della città, ma una parte fondamentale del nostro “essere nel mondo”. Ci siamo sentiti tutti tirati in causa quando abbiamo assistito, attoniti e disgustati, alle ultime vicende che hanno riguardato quelle prestigiose mura. Riporteremo brevemente i fatti, per coloro che seguono il tutto più da lontano. Ciò che ha sconvolto gli studenti, le famiglie e l’opinione pubblica negli ultimi giorni è stata la pubblicazione su Facebook di una foto che ritrae un leone ed una volpe con su scritto “la morte discenda su di voi amen”. Il post vuole evidentemente riferirsi alle professoresse Fatima Leone e Sara Volpe, ree di situarsi, da anni ormai, su una linea fortemente critica rispetto a determinati fatti e molteplici dinamiche, riconducibili alle “politiche” della dirigenza e di alcuni suoi collaboratori. La cosa sconcertante è, appunto, che l’autrice del post sia responsabile di un settoreonte e referente di numerosi progetti e azioni strategiche dell’Istituto, nonché strettissima collaboratrice della Dirigente Scolastica, Dott.ssa Donatella D’Amico. Non era nemmeno la prima volta che la stessa usava simili terminologie nei confronti delle professoresse, sempre a mezzo di vignette allusive (fonte: Instagram). Una collaboratrice della preside ha di fatto augurato, sui social media, la morte a due docenti. Una vicenda del genere, in un luogo gestito con serietà e imparzialità, dovrebbe comportare l’immediata rimozione della collaboratrice dalle sue mansioni; un certo sconcerto suscita l’assordante silenzio della presidenza rispetto a queste vicende: è bene ricordare che uno dei primi compiti di un dirigente scolastico dovrebbe essere quello di tutelare i propri insegnanti. Questo tipo di esternazioni non possono essere tollerate: rappresentano quanto di più lontano dai valori fondanti il nostro liceo. Sarebbero frasi gravissime se riferite a un qualsiasi essere umano, imperdonabili se dirette nei confronti di un insegnante, organo vitale dell’istruzione e figura fondamentale nella formazione di noi ragazzi. Molti di noi seguono da vicino le vicende della scuola e da anni denunciano le modalità di azione della dipendente: autrice di una comunicazione violenta, prepotente, autocelebrativa e spesso volgare: come dimenticare il video in cui, urlante, prospettava un’analogia tra le perdite d’acqua a scuola e la tragedia di Rigopiano; sono, inoltre, fruibili da parte di tutti i molteplici post in cui comunica il suo “odio” nei confronti della scuola, luogo dove lei sarebbe finita “per caso” e controvoglia. I nostri professori nel corso degli anni liceali hanno contribuito a trasmetterci valori fondamentali come il rispetto reciproco, l’umiltà, la capacità di ascolto, la necessità delle minoranze e delle opposizioni. Questo modo barbaro di fare scuola e di comunicare non appartiene alla nostra cultura e alla nostra sensibilità. È stata calpestata la dignità di due stimabili professoresse; l’immagine del Liceo classico deturpata e svilita da un comportamento che non può e non deve essere più tollerato. Non è il momento delle ramanzine e delle scuse, è l’ora dell’immediato allontanamento di questo soggetto dalla scuola. Si può ‘convincere’ qualche amica con la pantomima sulla paura degli animali, non centinaia di ex studenti, che conoscono fin troppo bene le ‘ultime’ dinamiche interne alla scuola... Davvero credono presidenza e professori “allineati” che non arrivino a noi ex alunni le notizie dirette sulle “ripercussioni” che subiscono continuamente coloro che non si trovano d’accordo con questo tipo di “fare scuola”? La maggior parte di noi non ha nemmeno mai conosciuto la dipendente non nutriamo nei suoi riguardi alcun tipo di astio personale. Ci stiamo limitando a prendere atto dei fatti e stiamo formulando una richiesta scritta di dimissioni, a seguito di una oggettiva “incompatibilità ambientale”: come può un dipendente pubblico continuare a svolgere indisturbato le sue mansioni nello stesso luogo in cui lavorano delle docenti a cui ha augurato la morte? Tutti noi ricordiamo il nostro amato liceo come luogo di condivisione, di amicizia, di confronto, di dibattito duro, ma mai scorretto: assistere a questo spettacolo è qualcosa che fa male al cuore. Ci rivolgiamo alle famiglie, agli studenti, alle istituzioni: unitevi al nostro appello affinché si ponga fine a questo scempio. Alle professoresse colpite da quel terribile “augurio”, ai professori che se ne sono ufficialmente discostati, a tutti coloro che stanno mostrando vicinanza, noi ex studenti vogliamo comunicare il nostro affetto e la nostra solidarietà: combatteremo finché potremo perché la nostra scuola sia salvaguardata da comportamenti turpi e irresponsabili che non l’hanno mai rappresentata e mai lo faranno».

La dirigente scolastica del liceo Classico d'Annunzio, Donatella D'Amico ci ha fornito il suo punto di vista sulla vicenda e spiega alcuni passaggi della questione.
«Sinceramente non capisco il perché di tutto questo fumo che si sta alzando... A quale scopo, mi domando? Oggi poco prima del termine delle lezioni, un alunno minorenne della scuola si è avvicinato a me con l'intento di consegnare una lettera. A domanda da parte di chi arrivasse la lettera, l'alunno rispondeva che era stato avvicinato da persone che si erano definite ex alunni e di non sapere altro. La scrivente, senza mettere a disagio l'alunno, lo invitava a riferire a quelle persone che non era corretto servirsi di un minorenne per portare una busta a un ufficio pubblico e, se li avesse incontrati nuovamente, di riferire loro che la preside li aspettava a colloquio o, se preferivano, attendeva da loro una lettera inviata via pec o tramite posta».

Poi la D'Amico offre la sua posizione anche sul post "incriminato":

«Riguardo alla questione del post di pessimo gusto pubblicato, sembra, da una dipendente della scuola sul proprio profilo personale, la scrivente, appena avute le prime informazioni, già dalla scorsa settimana, ha avviato l'indagine necessaria. Sabato 25 gennaio, la scrivente insieme ai 4 genitori rappresentanti di istituto conveniva sulle seguenti azione da mettere in atto immediatamente al riguardo:

  • dichiarare il cattivo gusto del post della dipendente, anche se pubblicato sul profilo personale;
  • avviare una serie di incontri di formazione sull'uso del web, social e chat ed i pericoli e responsabilità, rivolti a genitori, alunni, Ata, docenti ed ex alunni;
  • costruire un piccolo gruppo integrato alunni e insegnanti per gestire i social della scuola
  •  far proporre al gruppo di cui sopra un memorandum di regole per un buon uso del web. 

Si ribadisce, comunque, la sempre piena disponibilità a incontrare quanti volessero contribuire a rasserenare la comunità scolastica del prestigioso Liceo Classico Gabriele D'Annunzio di Pescara». 

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