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Il figlio dell'ex sindaco Carlo Pace scrive alla città: "Pescara deve liberarsi dalla schiavitù delle auto private"

Dopo la sentenza di condanna per l'automobilista che investì l'ex primo cittadino provocandone la morte, il figlio ha scritto una lettera aperta alla città di Pescara

Liberare Pescara dalla "schiavitù" delle auto private, con una mobilità più sostenibile e soprattutto più sicura per l'utenza debole, come pedoni e ciclisti. Il figlio dell'ex sindaco di Pescara Carlo Pace, a margine della sentenza di condanna dell'automobilista che investì l'ex primo cittadino provocandone la morte, ha voluto scrivere una lettera aperta alla città di Pescara.

Bruno Pace evidenzia come a 988 giorni dal tragico investimento del padre, sia arrivata una sentenza penale che rende giustizia, aggiungendo che non vi è alcun rancore nei confronti dell'omicida, ma un rancore per la città che non ha ancora cambiato atteggiamento ed approccio verso il problema della sicurezza stradale:

Cari pescaresi, nei giorni del dolore avete trasmesso a me e a tutta la mia famiglia affetto sincero ed estrema gratitudine verso una persona speciale quale è stato mio padre. In quei giorni, e ancora oggi, mi avete spiegato ancora meglio come il gentiluomo che noi conoscevamo in privato sia stato anche un esempio, oltre che un ottimo amministratore, per tanti cittadini, che hanno apprezzato la sua umanità, la sua gentilezza, la sua capacità e preparazione al servizio della Città che ha sempre amato.

Io oggi a questa Città chiedo di ricordarlo in modo differente rispetto a quanto è stato fatto finora. Chiedo uno sforzo per pensare a una città moderna come era nella visione di mio padre. Una città moderna che pensi a una mobilità differente, che ponga al centro gli utenti deboli della strada, quali disabili, bambini, anziani, pedoni e ciclisti. Una città che non sia più schiava della auto private ma che invece riduca la loro presenza delle strade al fine di aumentare la sicurezza dei suoi cittadini.

EX SINDACO CARLO PACE, CONDANNATO L'AUTOMOBILISTA CHE LO INVESTÌ

Pace ricorda come l'ex sindaco si spostasse sempre a piedi o in bicicletta, perchè amava la mobilità dolce ma purtroppo è stato ucciso proprio in quanto utente debole della strada, ed aveva realizzato le prime pedonalizzazioni ponendo al centro il trasporto pubblico urbano e ricevendo anche premi:

Tutto questo in un periodo storico in cui non era semplice pensare a città con mobilità differenti, in cui le pressioni che riceveva, dalla politica, dai commercianti, da una parte di cittadini erano differenti. Ma lui era per molti aspetti un visionario e, viaggiando molto, aveva osservato come città del mondo stavano cambiando. Oggi la maggioranza delle città europee e buona parte delle città italiane sono cambiate o stanno cambiando, rivedendo la mobilità e aumentando la sicurezza stradale dei cittadini. Pescara è invece purtroppo ferma e “schiava” delle piccole lobby che rimangono ancorate a una visione vecchia della mobilità e del commercio. Ma i numeri delle vittime della strada non permettono più di restare fermi.

Le vittime della strada sono tutti quelli che vengono coinvolti, direttamente o indirettamente, in una tragedia come quella che ha visto coinvolta la mia famiglia. L’Europa ha una carta delle vittime della strada, che ha contribuito al miglioramento degli standard e della cultura della sicurezza stradale tramite impegni reali e azioni concrete. Questi impegni e azioni li chiedo oggi alla mia città, all’amministrazione comunale attuale, al sindaco Carlo Masci che con gradito affetto ha ricordato mio padre il giorno della sua elezione, ai singoli cittadini che ci hanno dimostrato vicinanza.

Bruno Pace conclude annunciando di voler presentare all'amministrazione comunale una serie di proposte e lancia un appello a tutti i cittadini:

Ogni giorno che percorrete le strade cittadine con velocità elevata, in cui utilizzate il telefono in modo inopportuno, in cui non rallentate in prossimità delle strisce pedonali o non vi fermate per far attraversare un pedone, in cui parcheggiate in doppia fila obbligando i pedoni a rischiare attraversamenti con scarsa visuale, in cui occupate con le vostre auto corsie preferenziali degli autobus, piste ciclabili e parcheggi riservati ai disabili, fermatevi un attimo a pensare alle sempre più numerose vittime della strada. I nostri figli e i nostri nipoti ci stanno chiedendo una città più sicura sulle strade, proviamoci tutti insieme anche in ricordo di Carlo Pace.

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