Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Al vaglio della corte costituzionale la legge regionale per l'accesso alle case popolari, l'Unione Inquilini: "Norma discriminatoria"

Per l'Unione Inquilini si tratta di una norma discriminatoria anche dopo le modifiche apportate dalla giunta Marsilio

La Corte Costituzionale valuterà nella giornata di oggi, martedì 12 gennaio, la legittimità della legge regionale Abruzzo 31 ottobre 2019 per i criteri di accesso alle case popolari
L'udienza è stata fissata dopo il ricorso del governo e l'opinione scritta dell'Unione Inquilini.

«Una misura iniqua e discriminatoria da noi Unione Inquilini denunciata lo scorso anno e che, nonostante le modifiche riportate successivamente dalla giunta Marsilio, non cambia nell'impianto», si legge in una nota.

La corte costituzionale valuterà la legittimità dei criteri di accesso stabiliti da una legge, definita «vergognosa» dall'Unione Inquilini, con particolare attenzione per il requisito di precedenza per chi è residente nel territorio regionale, ma soprattutto l'esclusione dall’edilizia residenziale pubblica per chi è stato condannato. «Secondo la Regione Abruzzo infatti», scrive l'Unione Inquilini, «in aperta violazione dell’articolo 27 della Costituzione che reca il principio della responsabilità personale, nel caso in cui ci fosse persona con precedenti nell'alloggio a perdere la casa sarebbe l’intero nucleo famigliare del tutto estraneo ad una condanna penale, escludendo dai diritti sociali persino i minori del nucleo! Inoltre da parte di cittadini di origine non comunitaria si usa fittiziamente l’obbligo di produrre documentazione di possidenza immobiliare, anche quando questa è accertato non possa essere prodotta dallo Stato di origine».

Massimo Pasquini e Walter Rapattoni, rispettivamente segretario nazionale e coordinatore regione Abruzzo dell'Unione Inquilini, chiedono che «non venga calpestata la Costituzione della Repubblica a fini politici per vessare i diritti dei più deboli con interventi discriminatori che discostano dai principi dei padri fondatori. Siamo stanchi vedere la classe dirigente cercare di mettere le persone l'una contro l'altra per celare il vero problema che è quello dell'incapacità di amministrare e di fornire risposte reali ai cittadini. In questo periodo di profonda crisi sanitaria ed economica la precarietà abitativa è aumentata, ci chiediamo quali siano le misure messe in campo dalla Giunta Marsilio per un piano di politiche abitative strutturali che possa restituire a tutti il diritto alla casa».

«Chi scrive le leggi ha il dovere di attenersi al rispetto della Costituzione, altrimenti perde tempo prezioso», afferma Marco Fars, segretario regionale Prc-Se Abruzzo, «il centrodestra fa mera propaganda sapendo che la norma non potrà che essere annullata come già accaduto in altri casi, da ultimo per la discriminazione nelle mense degli asili e delle scuole a Lodi. È demagogico sostenere che il problema dell'assegnazione degli alloggi popolari è la presenza di legittime richieste dei cittadini stranieri residenti in Italia da anni e che qui lavorano. Escludere dalle graduatorie i cittadini stranieri dei paesi da cui non è possibile ricevere “l’attestazione del valore del patrimonio immobiliare posseduto all’estero”, quindi impossibilitati a fornire la documentazione necessaria, è discriminazione».

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