Ecco come verrà risolto il problema degli allagamenti in via Gran Sasso, sopralluogo di commissione e Aca

Si tratta di un primo passo verso la risoluzione degli allamenti in occasione degli acquazzoni. All'incontro con la Commissione ha partecipato anche una delegazione di residenti e titolari di attività

Decisi gli interventi utili a evitare nuovi allagamenti nella zona di via Gran Sasso a Pescara dopo la commissione Ambiente che ha eseguito un sopralluogo sul posto insieme a Lorenzo Livello dell'Aca.
Un primo lavoro, eseguito dall'Aca, ha abbassato di 50 centimetri la soglia dello sfioro dell’impianto di sollevamento e raddoppiato il diametro della condotta per agevolare il transito dei reflui ed evitare l’effetto del rigurgito in strada per un troppo pieno.

Si tratta di un primo passo verso la risoluzione degli allamenti in occasione degli acquazzoni. All'incontro con la Commissione ha partecipato anche una delegazione di residenti e titolari di attività.

«Un intervento semplice eseguito lo scorso febbraio in seguito al primo sopralluogo della Commissione Ambiente sul posto, e senza grandi costi», spiega il presidente Ivo Petrelli, «la cui effettiva funzionalità andrà però sperimentata e verificata al primo nubifragio per accertare la sua tenuta in termini di contenimento delle acque. In caso negativo, ovviamente l’Aca procederà con un’opera molto più invasiva, ovvero la realizzazione di una nuova condotta lunga 150 metri che, intercettando tutti i pluviali dei palazzi di via Gran Sasso, colleghi tutte le linee allo scarico delle Ferrovie, del diametro di 3 metri, per spingere le acque verso il sollevamento, come concordato con i residenti». 

«Sino a oggi», aggiunge Petrelli, «ancora non c’è stata una pioggia utile a testare il funzionamento dell’intervento, quindi la stessa Aca ha assicurato che al primo violento acquazzone effettuerà un sopralluogo in presa diretta con i tecnici per accertare se l’intervento eseguito sia o meno sufficiente per garantire un maggior scorrimento delle acque nella condotta ed evitare l’allagamento della strada, in abbinamento alla costante pulizia di tombini e caditoie da parte di Ambiente Spa. La stessa Aca, con l’ingegner Livello ha però assicurato che, semmai l’opera non dovesse rivelarsi risolutiva, si procederà con il Piano B, ovvero con la realizzazione di una nuova linea che corra lungo via Gran Sasso intercettando tutti i pluviali dei fabbricati, per poi superare un’officina meccanica esistente, scendere nel sottopasso e collegarsi alla tubazione dello scarico delle Ferrovie, che ha un diametro di 3 metri, quindi di grossa capienza, che arriva sino all’impianto di sollevamento».

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