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I lavoratori abruzzesi sperano in una riduzione della settimana lavorativa: lo svela la ricerca di Adp

Desiderano maggiore flessibilità quindi smart working, il passaggio a una settimana lavorativa di quattro giorni, organizzazione personalizzata delle ore e del luogo di lavoro

In Abruzzo i lavoratori sperano in un miglioramento del proprio benessere lavorativo. Desiderano maggiore flessibilità quindi smart working, il passaggio a una settimana lavorativa di quattro giorni, organizzazione personalizzata delle ore e del luogo di lavoro.

Il 16% si aspetta infatti che la settimana lavorativa di 4 giorni diventerà la norma entro 5 anni.

Sono solo alcune delle tendenze che emergono da “People at Work 2023: A Global Workforce View” l’annuale survey redatta dall’Adp Research Institute. Adp è un multinazionale americana leader nell’human capital management e presente in Italia tramite ADP Italia. L’indagine si è svolta su circa 33.000 lavoratori in 17 paesi, di cui circa 2000 in Italia.

Secondo dati Adp, il 67% degli intervistati sarebbe d’accordo di passare a una settimana lavorativa di 4 giorni, arrivando così a lavorare 10 ore al giorno pur di avere un giorno libero in più a settimana.

Non solo, nei prossimi 5 anni il 22% degli abruzzesi pensa che vi sarà piena flessibilità di orari e luoghi e il lavoro sarà giudicato dai risultati ottenuti, il 19% pensa sarà possibile lavorare da qualsiasi parte del mondo senza problemi e questo comporterà un maggiore e attento monitoraggio da parte dei datori di lavoro (35%). Per il 9% vi sarà una diminuzione del lavoro manuale a causa dell’AI e per il 3% le ferie diventeranno non più giorni fissi ma saranno a discrezione del lavoratore (sempre in un’ottica di lavoro basato sui risultati raggiunti).

“In Italia, tre lavoratori su dieci (30%) puntano ancora sull'importanza dell'orario flessibile. I lavoratori in modalità "ibrida" sono più soddisfatti della flessibilità di cui godono (85%), mentre tra chi si reca tutti i giorni in ufficio è insoddisfatto 1 lavoratore su 4. Il lavoro da remoto sta assumendo un respiro sempre più internazionale: il 25% dei lavoratori dichiara di non avere restrizioni sul luogo e quindi di poter lavorare ovunque, anche dall’estero, il 17% ha flessibilità sia di orari sia di spazi ma il 45% afferma di doversi ancora recare in ufficio tutti i giorni, mentre rimane in modalità ibrida il 34%. Significa che c’è ancora molto da fare in questo senso: la flessibilità è fondamentale per attrarre i migliori talenti” afferma Marcela Uribe, general manager Adp Southern Europe.

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