Venerdì, 15 Ottobre 2021
Attualità Riviera Sud

Italia Nostra critica il Comune sul mosaico romano della golena sud: "No allo spostamento"

L'associazione contesta la decisione della giunta di voler spostare il mosaico dal luogo originario senza nemmeno un passaggio in consiglio comunale

No allo spostamento del mosaico romano rinvenuto lungo la golena sud. A dirlo l'associazione "Italia Nostra" che contesta la decisione presa dalla giunta comunale che il 15 giugno ha approvato un progetto definitivo per la ricollocazione in altra sede del mosaico, senza un passaggio in consiglio comunale.

Il mosaico fu rinvenuto 20 anni fa a ridosso del bagno borbonico, durante alcuni scavi. Lo spostamento, spiega l'associazione, potrebbe causare danni oltre ad essere criticabile dal punto di vista culturale, come emerse durante gli incontri che si sono tenuti con la soprintendenza archeologica e il Comune, dove la prima espresse parere negativo allo spostamento:

"Leggiamo che ora la Soprintendenza Abap avrebbe espresso parere favorevole; sarebbe doveroso spiegare cosa è cambiato dagli incontri pubblici in cui quell’orientamento fu negativo e comunicato al precedente assessore al ramo.  

Molte sono le ragioni che militano contro la asportazione del reperto: dal carattere distruttivo  del prelievo, che comporterebbe la demolizione dei supporti e delle malte ed un alto rischio per la stessa integrità del lacerto; alla mancanza di  ipotesi sui locali della futura conservazione e di qualsiasi progetto espositivo; alla eventualità che sia esposto  in verticale in qualche atrio di Palazzo, fuori dal suo contesto, considerandolo oggetto  a valenza estetica e non documento di quella storia e di quell’architettura a cui appartiene".

Occorrerebbe invece, spiega l'associazione, realizzare una copia accurata, da esporre orizzontalmente con opportuni apparati illustrativi al bagno borbonico allargando invece di ridurre, gli scavi attorno all'area del moscaico:

"Si sa, infatti, di trovare una stratificazione di opere murarie romane, bizantine, altomedioevali concentrate in un’area relativamente ridotta che restituirebbe uno spaccato delle fasi antiche della evoluzione urbana e potrebbe costituire un capitolo della riscoperta della città nascosta, a sostegno del quale da tempo siamo impegnati. "

Lo spostamento infine, per Italia Nostra, appare come una scorciatoia del Comune relegando il tutto ad un intervento circoscritto e parziale che rischierebbe di fare dimenticare le ricerche.

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