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Il Tar non accoglie l'istanza di revoca della sospensione dell'ordinanza, i genitori: "Il sindaco riapra le scuole dell'Infanzia"

Il gruppo di genitori che per due volte si è rivolto al tribunale amministrativo regionale torna alla carica: "Speriamo che Masci si comporti come richiesto dal giudice del Tar"

I genitori pescaresi che hanno presentato ricorso al Tar per l'ordinanza firmata dal sindaco Carlo Masci, relativa alla proroga della Dad (didattica a distanza) per la scuola dell'Infanzia, tornano alla carica.
E lo fanno dopo che il tribunale amministrativo regionale avrebbe non accolto l'istanza di sospensione dell'ordinanza sindacale come richiesto dal Comune.

«Martedì 23 marzo abbiamo presentato un ricorso al Tar contro l’ordinanza del sindaco di chiusura delle scuole dell’Infanzia perché crediamo che i provvedimenti adottati debbano essere proporzionati ai vantaggi che si ottengono in termini di curva epidemiologica e di occupazione delle terapie intensive», ricordano i genitori.

Questo quanto aggiungono i genitori: «Il giudice, nonostante le informazioni non veritiere pubblicate dall’amministrazione comunale, ci ha dato ragione, sospendendo l’ordinanza comunale da domenica 28 marzo. Successivamente, Il Comune ha presentato istanza di revoca della sospensione, ma, notizia di oggi, venerdì 26 marzo, il giudice ha respinto questa istanza, confermando la sospensione dell’ordinanza comunale. Quindi, secondo il giudice del Tar di Pescara, lunedi 29 le scuole dell’infanzia devono riaprire. Inoltre, nella nuova sentenza, il giudice del Tar intima al comune di Pescara di confrontarsi con la Regione prima di prendere qualsiasi provvedimento. Secondo il giudice, e noi condividiamo, è inammissibile che gli stessi dati vengano valutati positivamente dall’amministrazione regionale e negativamente dall’amministrazione comunale. Ci auguriamo che, nel rispetto della democrazia, il Sindaco Carlo Masci si comporti come richiesto dal giudice del Tar».

«Partendo dal presupposto che durante una pandemia non esistano luoghi sicuri», dice Marcello Costantini, «la letteratura scientifica ci dice chiaramente che le scuole, in particolar modo quelle riservate ai più piccoli non sono il luogo principale di contagi. I contagi avvengono, e questo lo dicono i rapporti dell’istituto superiore di sanità, in ambiente familiare, lavorativo e sanitario. A dispetto di questi dati inconfutabili, l’amministrazione comunale apre tutto e chiude le scuole. Per l’amministrazione questa è la soluzione più facile, ma evidentemente ignora i danni a breve e lungo termine che stanno causando nei bambini. I dati sono eloquenti, queste misure di contenimento hanno aumentato del 65% disturbi d’ansia e regressioni comportamentali nei piu’ piccoli. Siamo, oggettivamente, in una situazione difficile e capiamo gli sforzi dell’amministrazione comunale, ma gli adulti siamo noi, siamo noi a dover fare sacrifici per contrastare questa pandemia. Non possiamo scaricare la nostra responsabilità sui nostri figli negandogli il diritto alla formazione e alla socializzazione».

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