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Grazie al "Piano freddo" 42 senzatetto e i loro amici a quattro zampe hanno un posto dove dormire

L'inverno è arrivato, ma a Pescara la rete sociale funziona. A parlarne a IlPescara è il coordinatore della cooperativa sociale On The Road: c'è una nuova sensibilità e finalmente a chi è già meno fortunato non si chiede più di separarsi dal migliore amico

Quarantadue senzatetto hanno trovato una sistemazione per non dover trascorre in strada le fredde notti invernali: sono praticamente la totalità di quelli che vivono in città e la bella notizia è che, oltre a loro, ad essere stati accolti sono stati anche i loro amici a quattro zampe. Per la prima volta tra l'altro, l'accoglienza sarà assicurata fino al 19 marzo, mese che nel 2022 si è fatto ricordare per le rigide temperature.

Numeri importanti che sono il frutto di un lavoro costante fatto sul territorio dalle associazioni e dagli assistenti sociali del Comune che interfacciandosi costantemente con le persone meno fortunate sno riuscite a scalfire quel muro di diffidenza dietro cui troppo spesso si nasconde la vergogna di chiedere aiuto.

I numeri sono quelli del “Piano freddo” 2022-2023 messo in campo dall'amministrazione e in particolare dagli assessorati delle politiche sociali e dell'associazionismo sociale guidati rispettivamnete da Adelchi Sulpizio e Nicoletta Di Nisio. A riferirli a IlPescara è Massimo Ippoliti, coordinatore della coperativa sociale On the Road che sottolinea l'importanza della scelta fatta dalla giunta con apposita delibera per cui si è deciso di protrarre fino a marzo il progetto.

Quella che sembra cambiare, al di là di quei numeri, è la sensibilità verso il problema e a dimostrarlo è il gesto compiuto dal titolare dell'hotel che ha aderito al Piano e ha messo a disposizione 35 camere del suo albergo a chi un tetto non ce l'ha. Ha deciso di ampliare la disponibilità e ha accolto 42 persone senza per questo chiedere nulla in più di quanto previsto dall'accordo - spiega Ippoliti -. Questo consentendo anche a chi ha un amico a quattro zampe, di tenerlo con sè: parliamo di sei persone”. Un tabù caduto finalmente e a causa del quale molti sceglievano di restare in strada nonostante il gelo: non si sarebbero mai separati dal loro migliore amico.

Che a Pescara ci sia una importante rete sociale è cosa nota. Tra i dormitori c'è anche della Cartias, solo per fare un esempio. Quello che però emerge man mano che gli anni passano è come l'essere così radicati e presenti si traduca nella capacità di abbattere quel muro di silenzio che troppo spesso erge chi l'aiuto lo rifiuta per non sentirsi compatito. Cosa che, è giusto sottolinearlo, la dice lunga sull'importanza della presenza fisica ed emotiva di quelle realtà fatte di uomini e donne che hanno occhi per vedere, ma soprattutto incontrare, quelli che per i più sono “invisibili”.

Una notizia positiva in uno scenario che resta comunque complesso. Complice crisi e rincari come conferma Ippoliti, le persone che si rivolgono all'associazione per chiedere aiuto aumentano e si tratta sempre più spesso di persone che fino a ieri con i loro redditi, seppur bassi, riuscivano a barcamenarsi. Oggi non è più possibile. “Sono cresciute le famiglie che chiedono aiuto e si rivolgono ai nostri sportelli. Alcuni, soprattutto gli anziani, lo fanno partendo da lontano, magari chiedendo una mano per attivare servizi digitali come lo Spid oggi necessari per relazionarsi con le pubbliche amministazione, ma poi arrivano le richieste per sostegni alimentari e sono tanti quelli che cercano lavoro. A volte si cerca una scusa per approcciare e poi aprirsi parlando delle esigenze più profonde”. Problemi che, ovviamente, si registano soprattutto nelle periferie. “Ecco perché – conclude il coordinatore di On the road - aver aperto gli uffici Villa del Fuoco e a Zanni grazie ai progetti del Mit realizzati con il Comune, è importantissimo. Quando puoi entare nel tessuto sociale con il tuo bagaglio puoi davvero fare la differenza”.

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