L'allarme dei medici nell'incontro del Rotary Pescara Ovest: "Non abbandoniamo i pazienti oncologici"

L'incontro, denominato "La pandemia nella pandemia", fa il punto della situazione per la seconda ondata di Coronavirus ed i riflessi sulla gestione degli altri pazienti

Garantire la massima assistenza ai pazienti Covid senza però abbandonare o abbassare la guardia per gli altri pazienti, come nel caso dei pazienti oncologici, per evitare di doversi ritrovare a gestire un'altra pandemia nella pandemia. Il tema è stato al centro del dibattito durante l'incontro voluto dal Rotary Club Pescara Ovest, denominato proprio "La pandemia nella pandemia".

Presenti il Presidente del Rotary Club Luciana Vecchi , la pneumologa dell’ospedale civile di Pescara Antonella Spacone, Dimitri Luisi Primario del reparto di oncologia dell’Ospedale civile di Pescara e componente della task force nazionale della Lilt – Lega Italiana Lotta contro i Tumori; Marino Nardi, responsabile dell’unità operativa semplice di chirurgia mammaria dell’ospedale civile di Pescara e il professor Marco Lombardo, coordinatore regionale della Lilt. All'incontro ha partecipato anche l'assessore Verì che ha fatto il punto della situazione sul Covid, con l'Abruzzo che attualmente è ad un rt 1,5 con 1 paziente su 4 di giovane età frequentante le scuole.

La pneumologa Spacone ha spiegato che nel covid hospital i tre piani di degenza sono tutti pieni, con 90 pazienti che hanno bisogno di ventilazione meccanica intensiva o non intensiva, ovvero ossigenoterapia. Anche il pronto soccorso è pieno tutte le notti, e la situazione dunque è difficile.

Attualmente abbiamo in atto ogni tipo di terapia, il Tocillizumab, la terapia stiroidea per bloccare la cascata infiammatoria che il virus instaura, la terapia antivirale con l’Aldesivir, trattamenti che mirano a ridurre il rischio di intubazione, poi l’antibiotico con Azitromicina per pazienti domiciliari. Nel Covid Hospital abbiamo anche allestito una struttura di day hospital anche per il follow up dei pazienti post-Covid che comunque lascia delle sequele polmonari importanti

Poi ci sono, come ha spiegato il primario Luisi, le problematiche dei pazienti oncologici, particolarmente fragili che soffrono e temono conseguenze nel frequentare gli ospedali e ambulatori, ritardando così diagnosi e trattamenti. Diminuiscono dunque le diagnosi e rallenta anche la ricerca scientifica, orientata ora al Coronavirus.

In Italia abbiamo ben mille nuove diagnosi oncologiche al giorno e ogni giorno muoiono 500 persone, oltre ai 700 decessi al giorno per patologie cardiovascolari, si calcola che in un anno, a causa del Covid, avremo 10mila casi in meno di diagnosi di cancro allo stadio iniziale, che significa meno probabilità di salvezza. Ora gli screening sono ripresi, ma a macchia di leopardo.

In Abruzzo la neoplasia alla mammella incide per mille nuovi casi l’anno e con il Covid perderemo sicuramente 200 diagnosi. Consideriamo che a Pescara con la prima ondata pandemica l’ospedale civile è stato completamente ridisegnato in funzione del Covid con tre reparti di rianimazione e il blocco delle attività chirurgiche elettive, noi siamo riusciti a preservare il trattamento chirurgico per i pazienti con neoplasie e le urgenze, ma comunque rispetto allo stesso trimestre marzo-maggio 2019, la riduzione delle attività chirurgiche per neoplasie è stato pari al 25 per cento.

Il professor Lombardo ha concluso sottolineando l'importanza di potenziare l'attività diagnostica, ed oggi si rischia una pandemia di pazienti oncologici che non possono essere curati bene in quanto presi in una fase non iniziale:

Oggi le Lilt di tutta Italia sono pronte a fornire il proprio supporto con i propri ambulatori per svolgere l’attività di prevenzione che è meglio fare all’esterno degli ospedali, siamo pronti anche a Pescara a stilare dei protocolli specifici portando il nostro know how.

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