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Preoccupa il numero degli incidenti stradali: in prefettura l'incontro per pianificare azioni di prevenzione e di contrasto

L'Osservatorio sull'incidentalità stradale si è riunito per pianificare gli interventi da portare avanti: presto un protocollo d'intesa tra forze dell'ordine e Asl con come priorità quello di intervenire su guida in stato di ebrezza o sotto l'effetto di droghe, ma anche formazione nelle scuole. Presenti al tavolo anche istituzioni locali, Aci, Inail e Motorizzazione civile

Ancora troppi gli incidenti stradali anche nella nostra provincia ed è proprio al fine di diffondere la cultura della sicurezza stradale che l'osservatorio provinciale sull'incidentalità stradale si è riunito in prefettura. Prevenzione dunque, ma anche repressione con l'attenzione che è stata rivolta anche su alcune delle principali cause di incidenti: la guida in stato di ebrezza o anche sotto l'influenza di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Proprio per prevenire e contrastare il fenomeno saranno avviate delle interlocuzioni tra forze di polizia e Asl per arrivare alla sottoscrizione di un protocollo d'intesa. Al tavolo della prefettura con le forze dell'ordine erano presenti le istituzioni locali, la polizia locale, l'Aci, l'Inail e rappresentanti della Motorizzazione civile.

L'importanza del problema è stata evidenziata nei giorni scorsi anche dai dati Aci-Istat relativi al 2022 e pubblicati dal Centro studi di AutoScout24: con 804 incidenti stradali la provincia peggiore è risultata proprio quella di Pescara con un Abruzzo dove se ne sono contati il 3,5 per cento in più rispetto al 2021 per un totale di 2mila 824 sinistri. Regione 16esima nella classifica nazionale, ma che se confrontato con la popolazione sale al 14esimo con un'incidenza di 221,9 incidenti ogni 100mila abitanti.

Reprimere sì dunque, ma come detto anche prevenire perché è un cambio culturale quello di cui sembra esserci bisogno. Ecco perché l'Osservatorio ha tra le sue priorità l'avvio di programmi di formazione e di sensibilizzazione rivolti ai più giovani, attraverso l’organizzazione di incontri divulgativi con gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Interventi a 360 gradi dunque per arginare un fenomeno che, stando ai dati, continua a crescere.

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