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Inchiesta sui lavori nelle case popolari, archiviate le posizioni di D'Alfonso e degli ex vertici Ater

A decidere per l'archiviazione è stato il Gip (giudice per le indagini preliminari) del tribunale, Gianluca Sarandrea, su richiesta della Procura

Sono state archiviate le posizioni dell'ex governatore Luciano D'Alfonso, degli vertici dell'Ater Virgilio Basile (già amministratore unico) e Carmine Morelli (già dirigente tecnico), e dell'ex componente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici Gianluca Marcantonio nell'inchiesta relativa ai lavori di manutenzione straordinaria delle case popolari di via Caduti per Servizio e via Salara Vecchia a Pescara.

A decidere per l'archiviazione è stato il Gip (giudice per le indagini preliminari) del tribunale, Gianluca Sarandrea, su richiesta della Procura.

D'Alfonso, Basile, Morelli e Marcantonio erano indagati con l’ipotesi di reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Come fanno sapere direttamente Basile e Morelli, assistiti dagli avvocati Ugo Di Silvestre e Arturo Massignani

«Il procedimento penale avviato nel febbraio 2017 in cui eravamo coinvolti nelle rispettive funzioni di amministratore unico e dirigente tecnico dell’Ater di Pescara si è concluso con l’archiviazione. Il procedimento penale in questione riguardava l’esecuzione di opere di manutenzione straordinaria delle abitazioni popolari situate in Via Salara Vecchia e Via Caduti per Servizio, a Pescara. All’epoca era stata ipotizzata una ingerenza della politica nell’attività dell’Ater nella fase che precede i lavori, vale a dire il momento della progettazione, propedeutica all’emanazione del bando per l’affidamento dei lavori. Con articolate motivazioni, i Pm che si sono occupati dell’inchiesta Anna Rita Mantini e Anna Benigni hanno chiesto al Gip del tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, l’archiviazione del procedimento, avendo ritenuto che la condotta materiale degli indagati rappresentava “il mero antefatto inidoneo alla prospettazione del reato per cui si procedeva” e non essendo stata apprezzata “alcuna compiuta realizzazione di un segmento procedimentale utile al compendiarsi dell’illecito ipotizzato” (art 353 bis codice penale). In buona sostanza l’autorità giudiziaria, dopo approfondite indagini, ha ritenuto che la condotta dei sottoscritti e degli altri indagati non avesse alcuna rilevanza penale. Personalmente nei due anni trascorsi non abbiamo mai dubitato dell’esito favorevole della vicenda processuale ed abbiamo sempre avuto fiducia nell’attività investigativa e giudiziaria che ha fatto chiarezza sull’operato dell’Ater, del suo smministratore e dei suoi dirigenti».

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