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Domenica, 22 Maggio 2022
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Guerra in Ucraina, le storie di Yulia, Anastasiia e Tatiana: tre donne che vogliono tornare per ricostruire "casa"

La fuga disperata e il rocambolesco arrivo a Pescare e Montesilvano, ora per loro c'è anche un lavoro alla Pomilio Blumm che intende aprire una sede a Kiev, ma per le tre la priorità è tornare e riabbracciare i propri cari

Yuliia, Anastasiia e Tatiana sono fuggite dall'Ucraina, due storie diverse, ma con lo stesso filo conduttore: tornare per ricominciare e ricostruire. Yuliia a Pescara ci è arrivata circa un mese fa dopo essere arrivata alla frontiera a piedi, come racconta lei stessa dalla sede della Pomilio Blumm, l'agenzia di comunicazione che le ha garantito un lavoro almeno fino a quando non tornerà in patria. “E' esperta di previsioni media e fino al confine verso la salvezza ci è arrivata in autobus. Un autobus che, però, dall'altra parte non poteva arrivare. Da lì un lungo viaggio di cinque giorni per arrivare in Italia. “Uscita dal Paese sono salita sul primo autobus disponibile che mi ha portato in Romania dove sono stata accolta in casa da uno sconosciuto”. Una brava persona che le ha permesso di restare per riposarsi. Poi un altro biglietto e un altro viaggio fino al tanto attesao arrivo. Anche Anastasiia, fotografa freelance fuggita con la madre e ora a lavoro nell'agenzia pescarese che ha deciso così di dare il suo contributo nel sostenere i profughi ucraini, ha affrontato un lungo viaggio che l'ha condotta fino a Montesilvano.

“Ci siamo fermate in Polonia dove abbiamo dei parenti - racconta -. Credevamo che il conflitto si sarebbe risolto velocemente, ma ben presto abbiamo capito che le cose stavano diversamente”. La ragazza ringrazia l’Italia per averla accolta, “un Paese che ha sempre amato molto”, seppur non nasconda la tristezza per aver lasciato casa. Con loro c'è anche Tatiana che ha una lunga esperienza nel digital marketing e che ha dovuto lasciare il figlio in Ucraina perché lui è appena diventato papà: “io sono fuggita con mia nuora e il piccolo, mentre lui è rimasto a Kiev per difendere il Paese”. A casa ha lasciato anche l'anziana madre e per lei è molto preoccupata. “Temo ogni giorno che possa accaderle qualcosa – racconta -. Il viaggio verso l’Italia, continua la donna, è stato molto faticoso: il piccolo ha subito un forte stress a causa della lunga fuga verso il confine”. Ora le tre donne sono tutte tra Pescara e Montesilvano e tutte hanno trovato lavoro presso l'agenzia che, da parte sua, è a lavoro per aprire una sede a Kiev non appena la guerra finirà, per contribuire anche alla ricostruzione post-bellica e supportare la ripresa economica che, ovviamente, non sarà facile. Il tutto ad una condizione: che il Paese entri nell'unione europea. «Qualora l'adesione all'unione europea venisse formalizzata saremo pronti a fare la nostra parte per aiutare il Paese a risollevarsi”, dichiara il presidente Franco Pomilio.

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