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Morte di Giuseppe Quieti, il cordoglio dei politici e della Confcommercio di Pescara

Tanti i pensieri di vicinanza e cordoglio per la morte del giornalista e politicio pescarese che per tre legislature è stato parlamentare della Democrazia cristiana

Sono tanti i messaggi di cordoglio e vicinanza arrivati dal mondo politico ed economico abruzzese e pescarese per la scomparsa, ad 84 anni, di Giuseppe Quieto giornalista e politico di lungo corso che è stato per diversi decenni consigliere comunale e assessore a Pescara per poi diventare per tre legislature parlamentare per la Democrazia cristiana. A ricordarlo anche l'ex primo cittadino di Pescara Alessandrini e il presidente della Confcommercio Pescara Padovano.

L'ex sindaco Marco Alessandrini:

Con la scomparsa di Peppino Quieti l’Abruzzo e Pescara perdono uno sguardo di lungo corso sulla politica e l’amministrazione pubblica. Il suo nome è cresciuto negli anni d’oro della Democrazia cristiana, di cui è stato esponente di spicco e anche riferimento, un eminente politico, con una storia lunga e rappresentativa, che lo ha visto rappresentare la città e la regione che tanto amava, prima nelle istituzioni locali, poi in quelle nazionali, passando anche attraverso lo Stato apparato, pur di continuare a mettere a servizio della comunità la sua competenza.

Per me è stato una specie di grande “zio”, sempre generoso di buoni consigli e interessanti punti di vista, elargiti nelle occasioni ufficiali, oppure nelle lunghe chiacchierate al mare, da vicini di ombrellone. 
Aveva una grande ironia, dettata dalla profonda osservazione e conoscenza della nostra realtà, che aveva peraltro avuto modo di raccontare nei suoi scritti, una sorta di filo rosso fra il passato politico e il futuro ritirato che aveva scelto. Alla famiglia e agli amici, il mio più sincero abbraccio

Il presidente di Confcommercio Pescara Padovano parla di un altro pilastro della politica pescarese venuto a mancare:

Un uomo onesto, corretto politicamente, presente e sempre disponibile e al servizio della sua città e dei
pescaresi. Oggi nel giorno in cui ci ha lasciati, mi tornano in mente quando in Confcommercio c’erano
grandi discussioni e dibattiti molto forti per la crescita e lo sviluppo della nostra città e Peppino Quieti era
sempre presente. Io che vedevo che le nostre battaglie dei commercianti erano sposate in pieno da Peppino
Quieti che noi affettuosamente chiamavamo don Peppino. Ricordo le battaglie politiche sul porto di Pescara
e di un suo potenziamento per renderlo più sicuro.

L’importanza di dare un giusto spazio alla Camera di Commercio della nostra città. E poi che dire dell’aeroporto. Io mi ricordo le battaglie e gli atti parlamentari che scrisse per l’aeroporto ieri militare e oggi civile e di grande importanza. Già tanti anni fa Peppino Quieti capì l’importanza dello sviluppo dello scalo aeroportuale come terzo aeroporto di Roma. Fu lui a lavorare
tanto per far sì che l’aeroporto da militare diventasse anche civile. E poi la stazione di Pescara con il percorso avviato negli anni sessanta e poi completata nel 1987 e anche in questo caso ci fu la mano dell’onorevole Quieti.

Padovano lo ricorda come un amministratore che ha sempre lavorato per la sua città anche quando è divenuto parlamentare, puntando alla crescita di Pescara.

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