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Morto il notaio Gianni Bulferi, il cordoglio del sindaco Masci

Il conosciuto e stimato notaio pescarese, impegnato in passato anche in politica, è scomparso ieri, sabato 8 maggio

È morto il notaio pescarese Gianni Bulferi.
Bulferi è stato anche attivo a livello politico in passato, era un convinto cattolico-cristiano, motore instancabile della gloriosa Democrazia Cristiana abruzzese, più volte assessore e consigliere.

A ricordarlo è il sindaco di Pescara, Carlo Masci, che ha scritto un messaggio di cordoglio su Facebook: «Ieri il notaio Gianni Bulferi ha lasciato la sua vita terrena per iniziare il suo lungo cammino verso l'eternità. Egli si è speso molto per Pescara, per la nostra città, una persona onestà, un amministratore capace, competente, determinato. Nelle sue scelte ha sempre guardato alla crescita sostenibile di Pescara, grande conoscitore delle tematiche urbanistiche. Con lui ho condiviso la meravigliosa esperienza del consiglio comunale 1998/2003, con Carlo Pace sindaco, all'epoca è stato fra i protagonisti del nascente civismo con la Lista Civica Cattolici e Democratici per Pescara, con la quale venne eletto. Mi ha insegnato molto in quel periodo, abbiamo condiviso scelte importanti per Pescara, mi ha difeso e sostenuto con determinazione e passione anche nella mia sfortunata candidatura a sindaco del 2003. Un grande uomo, un grande amico. Pescara perde uno dei suoi fari! Buon viaggio, caro Gianni».

Anche l'assessore comunale Eugenio Seccia ricorda la figura di Bulferi come centrale per l'avvio della sua attività politica: «Il 10 luglio 1998 mi sono laureato in Economia e Commercio e dopo circa un mese Peppino passo’ sotto casa mia mi disse “sali andiamo in un posto” e aggiunse “la politica ha bisogno di persone serie e che nella vita abbiano raggiunto i propri obiettivi “. Mi portò dal notaio Gianni Bulferi che insieme a Licio ed ad altri amici fondò una lista civica di centro destra chiamata Cattolici e Denocratici per Pescara. Mi chiesi il perché un notaio, molto impegnato e di successo, avesse questa passione pur avendo molti impegni e di nuovo Peppino mi disse bisogna elevare il livello ed è un bene che ci sia anche lui e lì iniziò (grazie a Peppino) dopo aver incontrato Gianni la mia avventura politico amministrativa con la mia candidatura al consiglio di Quartiere, dove fui eletto alla grande. Oggi Gianni non c’è piu ma mi sento di ringraziarlo per ciò che con il suo fare ha insegnato a me, onestà rettitudine e competenza. Buon Viaggio Gianni e grazie per aver contribuito a far crescere Pescara!».

Anche Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, offre un suo ricordo del notaio Bulferi: «Ho appena saputo della scomparsa dell'amico Gianni Bulferi. Lo avevo sentito due giorni fa dopo tanto tempo e ci eravamo ripromessi di andare a cena appena possibile. Con Gianni abbiamo condiviso per anni i banchi del consiglio comunale e tante, davvero tante, battaglie per la città. Pur essendo collocati in schieramenti diversi abbiamo sempre collaborato soprattutto sulle questioni urbanistiche. Amava la città e pur essendo un notaio addentro a tutti i meccanismi dell'edilizia conveniva che fossero necessarie regole che disciplinassero un settore che tende a travalicarle. Era uno che non si faceva prendere per il naso dai furbacchioni e dagli imbroglioni. Era tenace e appassionato. Sempre corretto ma di carattere forte. Leggeva le carte e studiava le norme. E se dai banchi dell'opposizione io o altri sollevavamo una questione che gli appariva fondata chiedeva la parola senza lasciarsi mai trascinare dalla faziosità della coalizione. Il consigliere comunale era per lui al servizio della comunità e il confronto in aula e commissione era vero. Pescara deve molto a Gianni. Di una cosa andava particolarmente fiero. Era stato lui a dimostrare che la città poteva acquisire le aree di risulta senza dover pagare cifre esorbitanti all'immobiliare Metropolis delle ferrovie. Chiedere cifre enormi per le aree era un modo per imporre operazioni speculative. Gianni presiedette la commissione speciale che fu costituita per il confronto con Fs. Dimostrò che si potevano pagare poco e concordammo una mozione che dava mandato alla giunta di procedere anche con l'esproprio. Ricordo che le ferrovie immediatamente cedettero all'accordo. Fu una grande vittoria per la città. Caro Gianni grazie per la tua amicizia. Mi mancherai».

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