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Il consigliere Rapposelli sulla scomparsa di "Geppino" D'Altrui: "Grande dolore per lo sport abruzzese e nazionale"

Il consigliere comunale ed ex campione di nuoto Fabrizio Rapposelli esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Geppino D'Altrui

«La scomparsa di "Geppino" D’Altrui, campione olimpionico degli anni ’60, capitano della nazionale azzurra, fondatore del famoso Settebello, papà di un altro campione come Marco, segna con grande dolore il mondo dello sport abruzzese e nazionale. Appassionato, poliedrico, lungimirante, innamorato della pallanuoto ed eccezionale allenatore, ha cresciuto nelle vasche de Le Naiadi intere generazioni di atleti negli anni d’oro della pallanuoto pescarese, insegnando non solo a nuotare, ma soprattutto i valori della disciplina, della dedizione, del sacrificio, del rigore e della conquista. A Marco, a Flavia e a tutta la famiglia va la vicinanza di quanti, come me, sono cresciuti con Geppino che ci ha lasciato una immensa eredità umana».
Queste le parole che il presidente Fabrizio Rapposelli, ex campione di nuoto, in merito alla scomparsa di Giuseppe "Geppino" D’Altrui.

Poi Rapposelli aggiunge: «Geppino è stato un campione fuori e dentro la piscina. Già nel novero dei migliori al mondo dagli anni ’60, capitano della nazionale nelle storiche Olimpiadi di Roma vinte proprio dall’Italia con il famoso Settebello, è arrivato a Pescara negli anni ‘70 grazie alla lungimiranza di Gabriele Pomilio che aveva intuito le sue doti di uomo, oltre che di sportivo. E Pomilio non aveva sbagliato: Geppino ha preso per mano intere generazioni di bambini, semplici nuotatori, introducendoli con sapienza al mondo della pallanuoto, semplicemente buttando una palla in vasca a fine allenamento, sapendo di suscitare la curiosità e l’istinto dei bambini, che si sono progressivamente e naturalmente lanciati nella disciplina con risultati straordinari con la Libertas Pescara Nuoto. Con lui sono cresciuti campioni come Marco, suo figlio, il più forte difensore al mondo nella pallanuoto, ma anche, tra gli altri, Amedeo Pomilio, Andrea Papa, Franco Di Fulvio, nomi che ci riportano a galla la memoria delle grandi gesta della pallanuoto pescarese. E ancora oggi ogni momento conviviale era l’occasione per reincontrare Geppino e con lui ricordare quell’epopea d’oro. Ora spetta a noi portare avanti la sua eredità, e non appena riavremo la piena disponibilità de Le Naiadi proporrò a Comune e Regione di individuare uno spazio nella struttura sportiva da intitolare a Giuseppe ‘Geppino’ D’Altrui».

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