Domenica, 21 Luglio 2024
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Su Fosso Grande l'appello del coordinamento Salviamo gli alberi: "Va messo subito in sicurezza per evitare tracimazioni"

Ecco come per le associazioni va risolto il problema "tappo" e fatta la bonifica. Per rilanciarlo l'idea proposta è quella di trasformarlo in un parco naturalistico-culturale ciclpedonale che unisca Pescara e Spoltore

Un coro di voci quello che si solleva per chiedere la messa in sicurezza di Fosso Grande. Al comitato dei cittadini, Comes e Codici si aggiunge quella del coordinamento Salviamo gli alberi di Pescara che di realtà ne conta circa una ventina. Un intervento urgente e necessario “per prevenire le tracimazioni già verificatesi nel dicembre 2013 e nel luglio 2019”. La richiesta la avanzano all'amministrazione di Pescara dato che, sottolinea in una nota a firma di Giovanni Damiani, già direttore tecnico Arta Abruzzo, Spoltore ha fatto la sua parte, “ora tocca a Pescara adottare misure definitive sulla sicurezza e la qualità dell’ambiente”.

Una proposta c'è ed è già passata al vaglio della giunta comunale che ha approvato l'idea del vicesindaco Gianni Santilli che ha la delega al verde perché diventi un parco fotovoltaico con anche la messa in sicurezza.

L'intervento di messa in sicurezza

La priorità per le associazioni è però quella vegetazione dato che, scrive il coordinamento, “la pulizia del corso d'acqua si rende necessaria solo per la rimozione dei rifiuti e di eventuali tronchi secchi e ramaglia”. “Il problema di Fosso Grande è l’insufficiente sezione di deflusso dello scatolare in cemento realizzato anni fa alla foce: in caso di alluvione costituisce un 'tappo' che, incapace di far transitare le portate di piena, provoca rigurgito delle acque, conseguente esondazione e allagamento delle abitazioni limitrofe – afferma Damiani -. Togliere come proposto la vegetazione, comporta la velocizzazione delle acque verso quel “tappo” favorendo gli allagamenti. La vegetazione di tipo fluviale, infatti, rallenta e contrasta il formarsi del rigurgito”.

L'intervento “efficace e risolutivo”, sostengono le associazioni, “è invece quello di aumentare la sezione di deflusso: liberare la foce da quella strettoia di cemento che ostruisce il libero sfogo delle acque nel fiume Pescara, senza restringimenti o ostruzioni. Occorre pertanto restituire alla foce del Fosso Grande il suo percorso naturale originale (quello attuale che ostruisce per la sua insufficienza è stato scavato e cementizzato artificialmente), lasciar scorrere le acque allo scoperto tranne che per un modesto ponte necessario ovviamente per la continuità di via del Circuito, garantendo alle acque di massima piena un’adeguata sezione di deflusso”.

Il restauro ecologico e la creazione di un parco naturale ciclopedonale

Un intervento cui dovrebbe seguire un restauro ecologico d'importanza sociale sia per Pescara che per Spoltore, aggiungono. “Il Fosso – scrive ancora Damiani - deve tornare ad immettere le sue acque allo stesso livello del fiume così che i pesci possano entrare, tornare a colonizzarlo e risalire. In passato la pescosità di Fosso Grande era tale che nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, in tempi di carestia, dava da mangiare a tutto il quartiere. Infine questo Fosso, lungo sette chilometri, può divenire un parco urbano lineare che unisca Pescara a Spoltore in un percorso naturalistico-culturale ciclo-pedonale”. Eliminata la discarica si potrebbe dunque scoprire un piccolo e prezioso parco naturale fatto di “preziosi frassini ( Fraxinus excelsior e Fraxinus oxycarpa), specie arboree nobili, di grandi dimensioni, di struggente bellezza, qui presenti contestualmente a differenza di altre parti d’Italia; poter vedere piccoli stagni con tritoni e avifauna, e alla fine arrivare alla fontana bimillenaria di Fonte Barco, storica per Spoltore, preziosità archeologica restaurata nel 2004 e attrezzata per pic nic”.

“Si tiene a ricordare – sottolinea ancora il coordinamento - che la foce di Fosso Grande, prima della cementificazione, terminava dando luogo a una piscina naturale di acque limpide, circondata da sabbia finissima, ove i locali andavano comunemente a fare il bagno. Lo chiamavano 'maraone' perché la spiaggia era identica a quella del mare e la risalita di Fosso Grande era il divertimento dei ragazzi della zona ogni lunedì di Pasqua, tanto era gradevole l’ambiente di questo corso d’acqua”.

“Nel corso della 'ripulitura' condotta anni fa sulla parte terminale del Fosso nel corso della quale furono abbattuti esemplari bellissimi di Ontano nero e alcuni biancospini alti quattro metri simili più ad alberelli che ad arbusto qual è, il genio civile trovò e segnalò al Comune circa 60 scarichi idrici provenienti dalla sponda pescarese e una quarantina dalla sponda spoltorese. Non ci fu nessun seguito per il risanamento. Eppure basterebbe, e questa è l’occasione, realizzare 500 metri di fognatura per captare quelle fogne e inviarle a depuratore eliminando una fonte inquinante per il Fosso, per il fiume e per il mare. Un’acqua pulita attrae per belleza – conclude Damiani a nome di tutto il coordinamento Salviamo gli alberi di Pescara - quanto respinge una inquinata. Fosso Grande può ridiventare bellezza e attrattività”.

Le associazioni che aderiscono al Coordiamento salviamo gli alberi di Pescara:

Archeoclub d’Italia sede di Pescara, Italia Nostra sezione “Lucia Gorgoni” di Pescara, Gruppo unitario foreste italiane (Gufi), associazione Mila Donnambiente, Le Majellane, Coordinamento nazionale per gli alberi e il paesaggio (Conalpa), comitato Strada parco bene comune, comitato Oltre il gzebo-no filovia, Associazione italiana architettura del paesaggio sezione Lazio Abruzzo Molise Sardegna (Aiapp Lams), La gallina caminante, Saline.Marina.PP1 di Montesilvano, L’Albero bello, Associazione culturale Deva, Fiab Pescarabici, Touring club italiano, Club di territorio di Pescara

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