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Venerdì, 20 Maggio 2022
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Il Forum H20 degli ambientalisti abruzzesi contro il ddl "Concorrenza": "L'acqua deve rimanere un bene pubblico"

La protesta è stata organizzata in piazza Unione davanti alla sede del consiglio regionale e rientra di una mobilitazione nazionale promossa dal Forum italiano dei movimenti dell'acqua

Sit-in di protesta contro il ddl "Concorrenza" del Governo Draghi che punta a privatizzare i servizi idrici, i rifiuti e i trasporti da parte del forum H2o degli ambientalisti abruzzesi, che sono scesi in piazza Unione davanti alla sede del consiglio regionale nell'ambito di una mobilitazione nazionale promossa dal forum Italiano dei movimenti dell'acqua in decine di piazze italiane. Il ddl, spiegano gli ambientalisti, viola quanto deciso dal referendum del 2011, quando la maggioranza assoluta degli italiani si espresse per la gestione pubblica dell'acqua

"L’acqua non può essere messa in mano ai privati, cioè a coloro che intendono trarre enormi profitti attraverso la sua gestione. L’acqua non può essere considerata una merce, non può essere lasciata in mano al mercato per produrre guadagni a beneficio dei fondi di investimento internazionali ed a detrimento dell’ambiente e del clima.

Il Ddl Concorrenza reintroduce un liberismo becero e immorale per la gestione dei servizi pubblici in modo sistematico. Con questa iniziativa il governo Draghi getta la maschera e si rivela per quel che è, un esecutivo che non cura gli interessi dei cittadini ma solo quelli dell'economia neoliberista. In Abruzzo il problema della gestione dell’acqua si lega strettamente alla mancanza di una programmazione e di investimenti strutturali per la sostituzione delle ormai vetuste condotte che risalgono alla gestione della vecchia Cassa del Mezzogiorno."

In Abruzzo, ricorda il forum, ci sono sei enti gestori con risultati assai mediocri e i continui disservizi lamentati dagli utenti, con perdite enormi nelle condotte che arrivano anche al 54%; cioè più della metà di questa fondamentale risorsa si perde prima di arrivare ai rubinetti dei cittadini:

"Gli enti gestori invece di varare un piano pluriannuale per la sostituzione delle condotte continuano ad eseguire dispendiose riparazioni che servono solo a tamponare la situazione. Questo modo di fare ha portato il territorio abruzzese, ricchissimo d’acqua, ad attraversare un periodo di crisi idrica con continue interruzioni del servizio o al razionamento della distribuzione. Tutto ciò ha portato soprattutto nel periodo estivo molti cittadini all’esasperazione. Alcuni di questi enti gestori mostrano una significativa difficoltà nell’invio sistematico agli utenti delle bollette, con il conseguente risultato che ad alcuni arrivano dopo mesi e mesi e continue sollecitazioni, con richieste enormi e con la conseguenza di alimentare contenziosi e ricorsi. La soluzione adottata dagli enti gestori non è stata quella di un miglioramento dell’intero sistema gestionale amministrativo ma di far ricadere i mancati introiti sulle tariffe e colpire in tal modo coloro che le bollette le hanno sempre pagate."

Con il ddl del Governo, proseguono, si rischia l'ingresso di multinazionali nella gestione attaccando la Regione Abruzzo per non aver approvato la Carta delle aree di salvaguardia dell’acqua potabile e per la ricarica delle falde.:

"Strumento questo previsto da Dl 152/2006 e la cui bozza è disponibile dal 2017, visto che era stata assegnata una somma di 440.000 euro di denaro pubblico a una ditta specializzata per la sua redazione. Da allora giace nei cassetti dell'ente nonostante si tratti di un documento indispensabile, attraverso l'apposizione di vincoli specifici ad alcune attività rischiose, per la tutela di tutte quelle aree importanti per la tutela e conservazione della qualità dei corpi idrici sotterranei fondamentali per l'approvvigionamento idrico.  Tutto perché non vogliono applicare vincoli e limiti all’iniziativa privata, dall'industria ad alcuni settori dell'agricoltura intensiva  che usa pesticidi pericolosi per la qualità delle acque, in territori così importanti per la cura del patrimonio idrico regionale. La politica non fugga dalle proprie responsabilità: le proposte, le idee, i programmi di finanziamento decisivi per dare una svolta ci sono. È il tempo dei fatti."

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