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Domenica, 28 Novembre 2021
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L'allarme lanciato dal Forum H20 degli ambientalisti: "Con ddl concorrenza l'acqua e gli altri servizi comunali saranno privatizzati"

Il Forum abruzzese degli ambientalisti critica pesantamente il ddl concorrenza del Governo Draghi che di fatto renderà quasi impossibile mantenere la gestione del servizio idrico a livello pubblico

No al ddl concorrenza del Governo Draghi che privatizzerà il servizio idrico e tutti gli altri servizi comunali. Lo hanno detto gli ambientalisti abruzzesi del Forum H20 evidenziando come il decreto spianerà la strada alla gestione privata di questi servizi essenziali, ignorando il referendum del 2011. In Abruzzo saranno concesse ai privati le sei società di gestione dell'acqua (Aca, Sasi, Ruzzo, Cam, Saca e Gsa), le società dei rifiuti (Ecolan ecc.) e ogni servizio comunale ribadiscono gli ambientalisti che chiedono una mobilitazione di sindaci, società e parlamentari:

"La logica che muove l'intero disegno di legge, oltremodo evidenziata nell'art.6, è quella di chiudere il cerchio sul definitivo affidamento al mercato dei servizi pubblici essenziali. Questa norma, di fatto, punta a rendere residuale la forma di gestione del cosiddetto “in house providing”, ossia l’autoproduzione del servizio compresa la vera e propria gestione pubblica. Nel disegno di Legge emerge chiaramente la scelta della privatizzazione. Gli enti locali che opteranno per la gestione pubblica dovranno “giustificare” (letteralmente) il mancato ricorso al mercato (punto f dell'art.6). Al contrario la scelta dell'opzione della cessione ai privati del servizio non dovrà essere oggetto di alcuna giustificazione e procederà spedita.

La scelta dovrà essere sottoposta anche al giudizio dell'autorità garante della concorrenza e del mercato, oltre a prevedere sistemi di monitoraggio dei costi (punto h dell'art.6). Interessante notare che tale monitoraggio, su un elemento come quello dei costi del servizio che viene scaricato sui cittadini, non viene previsto in caso di affidamento ai privati. A vessare definitivamente gli enti locali interessati a mantenere in mano pubblica il servizio, arriva il punto "i" in cui si prevede pure l'obbligo di revisione periodica delle giustificazioni alla base dell'affidamento in autoproduzione del servizio. Un vero e proprio percorso ad ostacoli che non vale per i privati che avranno mano libera nei confronti dei cittadini."

Inoltre, spiega il Forum, il Governo apre la strada anche alla gestione privata delle infastrutture e reti, e non solo della gestione del servizio aggiungendo che già nel 2011 il governatore della Banca d'Italia Draghi scrisse a Berlusconi chiedendo una privatizzazione su larga scala dei servizi pubblici locali:

"Un provvedimento ispirato da un’evidente ideologia neoliberista in cui la supremazia del mercato diviene dogma inconfutabile nonostante la realtà dei fatti dimostri il fallimento della gestione privatistica, soprattutto nel servizio idrico: aumento delle tariffe, investimenti insufficienti, aumento delle perdite delle reti, aumento dei consumi e dei prelievi, carenza di depurazione, diminuzione dell’occupazione, diminuzione della qualità del servizio, mancanza di democrazia. I cosiddetti monopoli naturali (dove l'utente non ha possibilità di scelta tra diversi gestori, come avviene per acqua, raccolta dei rifiuti, autostrade) una volta affidati ai privati diventano un vero e proprio incubo per i cittadini. Perdita totale del controllo negli anni, manutenzioni dimenticate, lavori auto-affidati a proprie ditte per moltiplicare i guadagni, tariffe che schizzano in alto. L'esempio di Autostrade per l'Italia è un esempio lampante.

L’art.6 è un proditorio attacco alla sovranità comunale: i comuni da presidi di democrazia di prossimità ridotti a meri esecutori della spoliazione della ricchezza sociale. È il punto di demarcazione tra due diverse culture, quella che considera un dovere il rispetto e la garanzia dei diritti fondamentali e quella che trasforma ogni cosa, anche le persone, in strumenti economici e merci."

Il Forum ha garantito il massimo impegno per la difesa dell'acqua pubblica e degli altri servizi, e a breve ci saranno manifestazioni nazionali e locali lanciando un appello alle alle tante realtà e organizzazioni sociali, ai sindaci, alle stesse società e ai parlamentari affinchè si uniscano alla protesta.

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