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Pessima "ricetta" della Regione per l'abbattimento delle liste d'attesa per la Cgil: "Straordinari, precarietà e sanità privata"

Il sindacato contro le modalità di utilizzo dei 5 milioni e mezzo di euro annunciati dalla Verì proprio per recuperare le prestazioni perse

Straordinari, precarietà e sanità privata. Questi per la Cgil Abruzzo Molise “la ricetta” dell'assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì per ridurre le liste d'attesa. Il sindacato non è affatto soddisfatto di come l'ente intende spalmare i 5 milioni e mezzo di euro destinati proprio alla loro riduzione, come annunciato dall'assessore stesso. L'obiettivo è quello di recuperare le prestazioni rinviate a causa della pandemia a cominciare da quelle chirurgiche, quelle di specialistica ambulatoriale e gli screening oncologici.

Per la Cgil però le misure messe in campo sono “inadeguate e non strutturali” e si tradurrebbero “nell'aumento dell’orario di servizio del personale dipendente e quindi in un incremento dell’utilizzo degli straordinari per personale sanitario già al collasso; in nuove assunzioni a tempo determinato in quindi in nuova precarietà e in un maggiore coinvolgimento delle strutture private accreditate e cioè - incalza il sindacato – nel dare più risorse alla sanità privata”.

“Il quadro che è sotto i nostri occhi è quello di una sanità pubblica al collasso, con medici che continuano a dimettersi e a fuggire dal servizio pubblico, con carenze in organico, mobilità passiva e una sanità territoriale mai partita – torna a denunciare la Cgil -. Le liste di attesa e la mobilità verso altre regioni, sono lo specchio di un sistema che va affrontato con politiche adeguate e universalistiche, capaci di mettere la struttura sanitaria pubblica in grado di erogare correntemente e nel rispetto dei tempi di attesa le prestazioni dovute. Non è più rinviabile – conclude - un investimento straordinario in termini di risorse, personale stabile, professionalità e tecnologie”.

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