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Sabato, 22 Giugno 2024
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Filobus rimorchiato dal carro attrezzi, dubbi del Comitato strada parco sulla simulazione d'emergenza

Un lungo post quello pubblicato con cui torna a chiedere chiarimenti dopo quanto visto in città con "La Verde" agganciata e portata via dal mezzo di soccorso. "Corre voce di un collasso delle batterie", scrive il comitato che sui collaudi aggiunge: "Potranno essere avviati solo quando l'infrastruttura viaria sarà completata a regola d'arte"

Dubbi sul fatto che il filobus sia stato portato via dal carro attrezzi come previsto da un test emergenziale. La versione data dalla Tua per quanto visto oggi, venerdì 17 maggio in città, con “La Verde” agganciata al mezzo di soccorso che ha percorso il centro città percorrendo la rotatoria di piazza Unione contromano (come si vede da alcune foto pubblicate), non convince il Comitato strada parco bene comune che torna a chiedere chiarimenti.

Nel ringraziare l'attivista Marco Ferreri che ha girato i video postati sui social, quella andata in scena per il comitato è stata la “passerella di corso Vittorio Emanuele” per una vicenda su cui, “corre voce che le batterie siano collassate”.

“Un bel biglietto da visita l’apertura della campagna elettorale del sindaco uscente Carlo Masci”, scrive il comitato ricordando che proprio nello stesso giorno c'è stato il comizio d'apertura nell'area dove una volta c'era il Ferro di Cavallo. Sindaco che è, continua il post di replica “primo fautore 'pancia a terra' di Filò, l’antitraffico illogico”.

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“Corre voce che le batterie siano collassate, vista e considerata la mortificante assenza di comunicazioni ufficiali da parte della stazione appaltante Tua – ribadisce nel post pubblicato sui social il comitato -. La quale persiste nel 'silenzio stampa' del tutto ingiustificato nel caso di un’opera pubblica interamente finanziata dallo Stato con 31 milioni di euro, impiegati malamente su un viale ciclo pedonale di appena 6 chilometri di percorso elettrificato. Neppure il fallimento Van Hool per bancarotta, dichiarato dallo stesso costruttore l’8 aprile scorso, è stato giudicato degno di nota dalla direzione aziendale”, precisa ricordando che anche in quel caso ai dubbi espressi sul se questo avrebbe avuto conseguenze sulla filovia non ha ottenuto risposta.

Sulla spiegazione data a IlPescara per cui tutto era programmato, che problemi tenici non ce ne sono e che quella che si è svolta è stata una simulazione d'emergenza prevista dalla normativa per ottenere le autorizzazione Ansfisa il comitato prosegue ribadendo che “i collaudi potranno essere avviati soltanto a completamento avvenuto a regola d’arte dell’infrastruttura viaria nella sua interezza. Le prove d’autore in corso d’opera riguardano la formazione dei filovieri da abilitare alla guida. Per questo motivo incontrovertibile, la versione più accreditata del fermo tecnico resta proprio quella del guasto alle batterie in avaria: il filobus è stato preso a rimorchio per prudenza in area protetta (Strada parco) onde evitare possibili blocchi stradali”.

“In realtà – prosegue ancora il lungo post - le batterie malfunzionanti hanno già procurato lo stop prolungato di circa tre mesi delle prove di addestramento degli autisti. Un venerdì 17 da incorniciare, che segna la fine indecorosa di un progetto gravemente sbagliato. Cosa impedisce a Tua – conclude il comitato con una domanda - di svelare la verità dei fatti ed aggiornare finalmente il sito istituzionale della 'trasparenza”'fermo al 5 novembre 2019?”.

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