Venerdì, 14 Maggio 2021
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Fabiana Gelsomino: “Mi trovo a Pescara per il cambio documento, ma mi negano la casa perché sono transgender”

Nonostante la dimostrata capacità reddituale per gestire un affitto mensile, in molti le negano una casa

Una “grandissima fatica”: con queste parole Fabiana Gelsomino racconta la sua odissea per trovare una casa in affitto a Pescara. Ha 30 anni, è originaria di Manfredonia ma vive e lavora come make up artist a Milano. Ed è transgender.

Per effettuare il cambio del documento, su consiglio di una sua cara amica, da qualche mese vive a Pescara per velocizzare le pratiche e migliorare la sua vita. A Milano ci vorrebbe oltre un anno.

Attualmente freelance, Fabiana ha bisogno di una casa, di una residenza, per riuscire a ottenere un nuovo documento che attesti il suo attuale nome. E non quello maschile. Deve riuscirci per trovare un lavoro e per legittimare il suo status.

Nonostante la dimostrata capacità reddituale per gestire un affitto mensile, in molti le negano una casa.

Ho le referenze e attualmente vivo in una casa in cui pago 1200 euro. Non ho certamente problemi a pagare 700 o 800 euro!

Mi sono rivolta a tre agenzie immobiliari, ma nessuna finora è riuscita a trovarmi una sistemazione. Anche quando sembra esserci una possibilità, d’un tratto qualcosa cambia. Succede quando gli agenti immobiliari conferiscono con i proprietari di casa.

A loro devono dire che c’è una “ragazza”, e devono dire anche che sono transgender, visto che sui miei documenti c’è ancora il nome maschile. Quando i proprietari “lo scoprono”, mi rifiutano ogni possibilità di affitto.

L’ultimo episodio è ciò che ha più ferito e sconvolto Fabiana, sempre determinata nel raggiungere il suo obiettivo, nonostante le difficoltà.

Ho visto un appartamento in centro a Pescara, molto grande e spazioso. Mi piaceva molto. Mentre lo ispezionavo, il proprietario dal nulla mi dice “sei proprio una bella ragazza”, ma ho lasciato correre e ho concluso la visita dicendogli che entro 2 o 3 ore al massimo gli avrei comunicato la mia decisione.

Lo chiamo più tardi per dirgli che avrei preso la casa, ma lui di tutta risposta mi comunica che proprio in quelle pochissime ore l’aveva già affittata ad altri. Preferisco “altra gente”, mi dice.

Ho capito subito.

“In che senso altra gente? È perché sono trans?”

Lui non risponde apertamente ma me lo fa capire.

Stanca e devastata, ma sempre determinata, Fabiana è ancora a Pescara. L’avvocato che le segue la pratica è qui così come il suo endocrinologo.

E non se ne andrà finché non riuscirà a raggiungere il suo obiettivo.

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