rotate-mobile
Attualità

"No" della Fira all'uso de Le Naiadi per i 323 atleti del Club Acquatico che annuncia forti azioni di protesta

Richiesta respinta per violazione di una clausola prevista per la concessione in uso degli impianti, fa sapere il presidente del Club Riccardo Fustinoni che parla di un salto indietro di 10 anni e soprattutto di "figli e figliastri" con il danno fatto sì alla società storica e con più iscritti della città, ma soprattutto agli atleti: l'annuncio di una conferenza stampa e la mobilitazione dei genitori

Naiadi “vietate” ai 323 atleti del Club Acquatico Pescara. A denunciarlo è il presidente Riccardo Fustinoni annunciando una conferenza stampa e altre azioni “forti” per contestare la comunicazione ricevuta dalla Fira, la finanziaria regionale che gestirà almeno per sei mesi l'impianto sportivo, alla domanda avanzata dal club in merito all'avviso per la “manifestazione d'interesse ai fini della concessione in uso degli impianti del complesso sportivo La Naiadi”.

Un rifiuto che sarebbe arrivato sulla base della violazione dell'articolo 4 dello stesso avviso e cioè quella in cui si legge che “nel caso in cui il gestore o la Regione Abruzzo al momento della ricezione della domanda di attribuzione degli spazi, vanti un credito nei confronti del richiedente per l'utilizzo dell'impianto natatorio o degli altri impianti sportivi gestiti/di proprietà o è in essere un contenzioso, la domanda non potrà essere accolta”.

Come è noto era stato proprio il Club ad aggiudicarsi il bando per la gestione ventennale de Le Naiadi fino a quando, con un'inchiesta aperta, l'AreaCom (Agenzia regionale per la committenza) non ha annullato in autotutela quel bando e quello precedente per l'affidamento d'urgenza alla stessa società. Una vicenda che ha portato alla fine alla decisione di affidare la gestione delle piscine alla Fira.

Ricevi le notizie de IlPescara su Whatsapp

Se sul fronte delle indagini sarà chi di dovere a far luce su eventuali violazioni fatta salva la presunzione d'innocenza, quel "no" alla società sportiva per Fustinoni è soprattutto un danno arrecato“ai 323 atleti della società più importante di Pescara e della regione Abruzzo e che ha 18 anni di storia”.

Quello compiuto, chiosa, “è un salto indietro di 10 anni per Le Naiadi” dato che, prosegue il presidente del Club, era dal 2014 che non si viveva più una situazione simile e cioè quando “le società sportive esterne dovevano lottare con la Regione per riuscire a far entrare i propri piccoli atleti che sino a quel momento è per i precedenti otto anni erano stati esclusi”.

“Si torna al passato – ribadisce -: una struttura che dovrebbe essere nelle intenzioni della Regione aperta a tutte le classi sociali per favorire lo sport associativo, fa invece figli e figliastri lasciando fuori dai piccoli atleti, agli atleti internazionali e ai disabili che con il club acquatico partecipano le gare della Finp (Federazione italiana nuoto paralimpico)”.Insomma “dopo la chiusura forzata e una promessa di riapertura slittata di mese in mese al di là delle promesse e che solamente grazie all'intervento di Striscia la Notizia è ora prossima – incalza – i 323 atleti del Club Acquatico restano fuori da Le Naiadi”.

Fustinoni fa quindi capire che il fatto che ciò potesse accedere era già nell'aria, ma che la notizia fino a oggi è “stata tenuta sotto traccia proprio per non rovinare gli equilibri di un nuovo percorso, tutto a carico della Fira, ente partecipato dalla Regione Abruzzo, sicuramente non pronto per questa avventura e i cui i limiti si palesano quotidianamente”.

È così però accaduto che il rifiuto alla domanda di ammissione per utilizzare gli impianti è arrivato ed è stato così, continua il presidente del Club Acquatico, “sulla base di una clausola inserita nell'avviso di assegnazione che ha portato a una successiva contestazione da parte della società Pescarese senza però alcun successo al momento, o piuttosto senza alcuna risposta da parte degli enti preposti nonché da tutto il governo regionale a partire dal presidente Marsilio, dell'assessore regionale allo sport Quaglieri e da parte di tutti i responsabili della maggioranza pescaresi”. Una risposta a quel “no” con cui, in sostanza, si contesta la legittimità della decisione presa non solo perché quanto meno discutibile in relazione al danno fatto agli atleti, ma anche, sostiene, perché violerebbe il diritto “costituzionalmente protetto, della parità di trattamento tra soggetti assimilabili rispetto all'uso del suddetto bene pubblico, permettendo ad alcuni atleti di accedere all'impianto e ad altri invece impedendone l'ingresso”.

Quindi l'annuncio di “azioni molto forti per portare all'attenzione di tutti questa problematica” a partire da una conferenza stampa che sarà indetta nei prossimi giorni dal presidente Fustinoni che fa infine sapere che anche i genitori si stanno mobilitando per far sì che si possa fare un passo indietro.

© Riproduzione riservata

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"No" della Fira all'uso de Le Naiadi per i 323 atleti del Club Acquatico che annuncia forti azioni di protesta

IlPescara è in caricamento