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Domenica, 22 Maggio 2022
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Eduard, il bartender de "Les Paillotes" che ha conquistato Londra

Una scelta coraggiosa, quella di lasciare l'università a 21 anni e cercare la fortuna oltremanica, pur avendo già un lavoro sicuro a Pescara. Ma gli è andata bene. Vi raccontiamo la storia di Eduard Balan

La storia di Eduard Balan, originario della Romania ma trapiantato a Pescara, è l'esempio lampante di determinazione e forza di volontà applicata nel mondo del lavoro. Un percorso universitario intrapreso con regolarità ed un'occupazione stabile e garantita in uno dei locali più "in" della città. A suo vantaggio, anche la giovane età ed un futuro pieno di prospettive interessanti. Tutto questo però si scontra con le opportunità di crescita che una realtà di provincia non sempre riesce a garantire. Eduard è sempre stato consapevole di avere delle doti professionali che meriterebbero ben altre considerazioni, anche dal punto di vista economico.

A "Les Paillotes" si è messo in mostra come bartender, abile nel miscelare alcolici e succhi e a deliziare il palato fine dei pescaresi di alto bordo, ma senza nessuna possibilità di fare carriera e ambire a club più prestigiosi. E allora ecco la svolta, geniale ma rischiosa. Mollare tutto e andare all'estero in una grande metropoli. La scelta ricade su Londra, capitale cosmopolita e tentacolare, che accoglie tanti giovani provenienti da tutto il continente. Il primo impatto è stato traumatico, con curriculum consegnati ovunque, ostelli diversi ogni sera, sacrifici e condizioni di vita non proprio idilliaci.

Poi la chiamata allo Shard Tower, il grattacielo a forma di piramide alto quasi 310 metri. Serviva un lavabicchieri e il nostro Eduard accetta senza alcuna titubanza. In cuor suo sapeva che sarebbe passato ben presto dal retrocucina al bancone del famoso lounge bar londinese, per poi diventare un pluripremiato barman a livello europeo. Grazie ad una sua rivisitazione di un particolare cocktail cileno ha raggiunto il 1° posto UK ed il 3° assoluto in Europa nella sua categoria professionale. Il suo drink, ribattezzato "Terremoto" è a base di vino dolce e gelato di ananas, con aggiunta di pisco, simile alla nostra acquavite e un goccio di sherry secco, un distillato di foglie di pesco. Il tutto aggiungendo del falernum di ananas arrostito a dargli quel tocco di classe in più.

Tra le sue specialità vi sono miscugli preparati con "agar agar", sostanza gelatinosa ricavata dalle alghe rosse, e infusi di foglie di lotus, sciroppo di lavanda, tintura di fiori di sambuco e fiordaliso blu. Altra tecnica utilizzata da questo maestro dello shaker è il "Far Washing", un processo che permette di infondere vari liquidi col sapore di grasso fuso, come ad esempio il salmone affumicato. Nel corso degli anni Eduard ha perfezionato anche l'aspetto coreografico, proponendo il cocktail "Elizabeth Line" che prende il nome dalla nuova linea ferroviaria britannica.

Oggi, a ragion veduta, quella decisione presa d'istinto di lasciare Pescara non è tra i suoi rimpianti. Le sue creazioni alcoliche appaiono decisamente troppo sofisticate per una piazza dove il cicchetto e la birra accompagnano le serate dei giovani della movida, dove "bere" non sempre fa rima con "piacere".

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