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Martedì, 28 Maggio 2024
Attualità Centro / Via Nicola Fabrizi

Saracinesche abbassate per la storica edicola di via Fabrizi, Andrea Manzo: "una scelta sofferta per una storia di famiglia" [FOTO]

Calo del fatturato e mancato rinnovo delle concessioni, sempre più giornalai decidono di chiudere negli ultimi anni sul territorio di Pescara

Chiude la storica edicola di Luigi Manzo, detto Gigi, a Pescara centro, su via Nicola Fabrizi, all’angolo con via Ravenna. Saracinesche abbassate, a partire da martedì 7 maggio, dopo tantissimi anni di attività. L’apertura risale al 1947, “quando al timone c’era nonno Vittorio e il chioschetto dei giornali era dall’altra parte della strada”, precisa Andrea Manzo, figlio di Luigi. Una decisione “particolarmente sofferta quella di arrivare all’epilogo di un’attività, di cui papà andava particolarmente fiero”. “Non avrei mai immaginato di chiudere il luogo che, più di ogni altro, racconta la storia della mia famiglia, le emozioni vissute durante la mia adolescenza, accanto a papà”, dice Andrea Manzo.

Luigi Manzo

Già presidente provinciale del Fenagi-Confesercenti, l’associazione più rappresentativa delle edicole, intorno al 1955 Luigi comincia a lavorare assieme a suo padre, arrivato in Abruzzo dal Molise assieme ai fratelli. "Facevano gli strilloni", ricorda Andrea. Poco prima degli anni Settanta l'edicola viene spostata nel punto in cui si trova adesso.

“Fin dai tempi delle scuole medie, nei mesi estivi, lavoravo con papà”, dice Andrea. “Quante cose sono cambiate negli anni! Il nostro era un punto di ritrovo per molti e mio padre aveva la capacità di interloquire con tutti, dagli adulti ai bambini. Le persone leggevano di più. I giornali si vendevano, così come i fumetti e altri prodotti editoriali. Ora sono pochissimi i 40enni, ma anche i 50enni che continuano ad acquistare i quotidiani. Ci si informa attraverso altri canali e gran parte del fatturato delle edicole deriva da prodotti extra, come giochi e gadget per i più piccoli”.

Nel 2004, nello stesso anno in cui Andrea si è laureato, il padre decide di dare in gestione l’edicola, pur mantenendone la proprietà.

“La mia personale battaglia finisce da sconfitto”, scrive Andrea sulla propria bacheca facebook. “Forse non sono riuscito a mantenere in vita l’edicola, che è di mio padre, e prima ancora di mio nonno. Qui dentro ho passato la mia infanzia e la mia adolescenza, ho studiato per essere quello che sono. Ho imparato il significato delle parole sacrificio e lavoro”.

Per il momento Andrea non sa bene quale sarà il futuro del luogo che collega in modo automatico al suo papà, 83 anni, ma ancora innamorato del chiosco di via Fabrizi. È la terza edicola, dopo quella nei pressi di piazza Salotto e un’altra in via Gobetti, a chiudere in centro. Negli ultimi anni, però, in diverse zone della città, ne sono state chiuse tante altre. In via Tirino, via Gabriele D’Annunzio, in via Rio Sparto, viale Marconi, in piazza Unione, in viale Bovio, sul lungomare Nord. Secondo quanto fa sapere Luigi Manzo, negli ultimi venti anni, il 30 per cento dei giornalai ha abbassato le serrande sul territorio di Pescara.

“Il punto è che le edicole, per funzionare, dovrebbero lavorare 14 ore al giorno. I sacrifici alla base di questo mestiere sono noti a tutti, ma non è facile saper gestire il proprio tempo in questo modo e probabilmente anche per questo motivo molti rinunciano”, dice Andrea. “In più, le persone leggono sempre meno. I fatturati sono scesi negli ultimi anni e forse le edicole andrebbero rinnovate, ma spesso non si ha la forza economica per farlo. Inoltre, dal 2021, il comune non rinnova le concessioni. Un problema che deriva dalla direttiva Bolkestein, ma di cui si parla poco, perché il valore sociale delle edicole non è più riconosciuto”.

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