rotate-mobile
Venerdì, 21 Giugno 2024
Attualità

Ecosistema urbano, la città guadagna undici posizioni nella classifica Legambiente: è 75esima

Soddisfatto il sindaco Carlo Masci che parla di riconoscimento degli sforzi che si stanno facendo in termini di sostenibilità su tutti i parametri. Pescara è il capoluogo migliore in Abruzzo per il verde, il peggiore per la dispersione idrica

Guadagna undici posizioni Pescara nel rapporto Ecosistema urbano 2023 di Legambiente realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Sol24Ore: è 75esima, l'anno scorso era 86esima e nel 2020 al 102esimo posto.

Un balzo in avanti accolto con grande soddisfazione dall'amministrazione (i dati sono riferiti al 2022) sebbene, sottolinea il sindaco Carlo Masci “non si tratta di un punto d'arrivo, ma di un deciso miglioramento che rappresenta per noi una soddisfazione ma soprattutto uno stimolo ad andare avanti. E’ soprattutto la conferma della bontà delle nostre scelte in materia ambientale, confermati del resto durante questa legislatura dai diversi riconoscimenti ottenuti a cominciare dalla Bandiera Blu”. “L’amministrazione da me diretta – aggiunge - ha lavorato e sta lavorando molto per la sostenibilità ambientale, però è evidente che i dati che i dati in materia ambientale che abbiamo ereditato a partire dal 2019 erano davvero preoccupanti”.

“Dal 2019 in qualità di sindaco della mia città ho indirizzato la politica di gestione locale, i primi risultati li abbiamo con il monitoraggio di Legambiente, però è evidente che il processo di sostenibilità ambientale ha dei tempi, noi lo stiamo facendo attraverso diversi interventi infrastrutturali su tutto il litorale pescarese, riguardanti – aggiunge - il rinascimento di vari tratti dell’arenile, la realizzazione di ulteriori piste ciclabili e parcheggi, accessi e servizi per disabili fisici, il completamento del parco depurativo e la realizzazione di nuove infrastrutture portuali, il potenziamento della raccolta differenziata, la demolizione e ricostruzione di quartieri degradati, nuove scuole, rigenerazione di aree pubbliche”.

Sintesi dell'indagine

Diciannove gli indicatori su aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia su cui fa leva l'indagine condotta su 105 capoluoghi italiani. Miglioramenti sì ci sono stati dunque, ma la strada andando a spulciare il rapporto, è ancora molto lunga e non solo per Pescara. A livello generale e dunque in riferimento a tutto il Paese, infatti, “si confermano i segnali accennatisi già nella passata edizione del rapporto e che indicano il definitivo ritorno, dopo il periodo lungo del pre e post emergenza pandemica, delle vecchie e soffocanti emergenze: dal traffico automobilistico, alle alte perdite delle reti idriche, fino al consumo di suolo e alla pessima qualità dell’aria”, si legge.

Novità positive comunque ci sono “come il definitivo consolidamento dell’utilizzo crescente di bici ed e bike (in sharing o di proprietà) negli spostamenti urbani, la (troppo) lenta ripresa del trasporto pubblico urbano, la crescita costante delle percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti, anche nelle grandi città e nelle aree del Paese storicamente più arretrate su questo tema, sebbene in maniera molto più lenta e discontinua”.

Da rilevare che al 100 per cento in classifica (obiettivi di sostenibilità) non c'è nessuno con Trento che comunque fa meglio di tutti con il suo 85,86 per cento di punteggio raggiunto in relazione al complesso degli indicatori. Un dato comunque importante visto che nel 2022, sottolinea il rapporto Legambiente, nessuno arrivava a 80. Sul podio è insieme a Montova (82 per centi) e Pordenone (81,4 per cento). Le tre città che chiudono la classifica sono tutte siciliane con Caltanissetta 103esima (34,2 per cento) e a parimerito Catania e Palermo (20,86 per cento).

A livello regionale la città migliore è Chieti con il 58,68 per cento degli obiettivi di sostenibilità raggiunti che la collocano 51esima. Segue Teramo 57esima con il 56,43 per cento, quindi Pescara 75sima con il 49,12 e infine L'Aquila 85esima con il 45,98 per cento. Pescara è la migliore sul fronte "verde", la peggiore su quello della dispersione idrica

Altro dato da rilevare, a livello nazionale, il fatto che la media del punteggio dei capoluoghi sale e si attesta a 56,41 e cioè è tre punti sopra rispetto all'anno scorso quando era del 53,41 per cento. Un rapporto quello di Legambiente che comunque è ancora una volta caratterizzato più da ombre che da luci, ma con dei miglioramenti che, comunque, ci sono. 

Il dettaglio dell'indagine e il focus su Pescara e le altre province abruzzesi

Dando uno sguardo a livello generale al territorio si vede come Pescara, che ha iniziato la sua scalata in classifica, non compaia ad oggi tra le migliori in nessuno dei parametri considerati dall'indagine, ma è tra le peggiori per quanto concerne la dispersione idrica. Fisiologica è considerata tra il 10 e il 15 per cento, mentre Pescara ne disperde oltre il 25 per cento con Teramo che ne ha invece tra il 15 e il 20 per cento. Un problema questo che, a guardar bene, è molto diffuso in Italia tanto che si parla di “reti colabrodo”. Chieti eccelle invece per quanto riguarda l'ozono che non è stato affatto rilevato, ma è tra le peggiori per quanto riguarda la ciclabilità. Teramo è invece tra le peggiori province per polveri sottili, ozono e isole pedonali con L'Aquila che conquista lo stesso primato per il tasso di motorizzazione auto, cioè per la presenza di auto in relazione al numero di abitanti, e per il numero di alberi nelle aree urbane.

Questi tutti i 19 parametri di cui ora snoccioleremo i dati: biossido di azoto (No) polveri sottili (Mp10) Ozono (O3) consumi idrici domestici, dispersione idrici domestici, dispersione rete idrica, produzione rifiuti urbani, raccolta differenziata, passeggeri trasporto pubblico urbano, offerta trasporto pubblico urbano, tasso motorizzazione auto, incidentalità stradale, ciclabilità, isole pedonali, verde urbano, alberi in area urbana, energie rinnovabili e uso-efficientamento del suolo.

Qualità dell'aria: a Pescara è "sufficiente"

A livello generale sono 18 i capoluoghi che superano 35 giorni consentiti dalla norma nell'arco dell'anno per il superamento delle polveri sottili (Pm10), nel 2021 erano 22. Un miglioramento dunque c'è stato. In questo scenario Pescara ne conta 23, più di Teramo che raggiunge i 20. La migliore è L'Aquila con 17 seguita da Chieti con 21. Per quanto riguarda il biossido di azoto (No2) il cui limite è 40, Chieti ne conta 18, L'Aquila 17, Pescara 22 e Teramo, la peggiore, 32. Per quanto concerne l'ozono la media dei giorni per il superamento dei limiti fa registrare buoni risultati sul territorio. Se Chieti è a quota “zero”, L'Aquila è a quota 6 con Pescara a 18 (Teramo non è classificata). Per il particolato (pm 2,5) la media dei valori annui è di 15 per Chieti, 10 per L'Aquila e 8, la migliore, per Pescara (anche in questo caso di Teramo non ci hanno dati).

Dispersione idrica: Pescara è la peggiore sul territorio, diminuiscono però i consumi pro-capite

A livello nazionale la rete idrica è un vero colabrodo: il 36,2 per cento dell'acqua potabile non arriva ai rubinetti e come detto Pescara va male in questo senso con oltre il 25 per cento delle risorse disperse. Entrando nel dettaglio la differenza percentuale tra l'acqua immessa e consumata per usi civici, industriali e agricoli vede proprio Pescara peggiore in regione con il 55 per cento. Seguono L'Aquila con il 49 per cento e Chieti con il 48 per cento. Tra le città virtuose, che sono nove, c'è Teramo con il 17 per cento, ma il dato, sottolinea il rapporto “potrebbe essere in parte determinati da situazioni di elevate perdite, carenza idrica durante alcuni mesi dell’anno o da mancata conabilizzazione”.

Bene invece sul fronte consumi che in Italia calano: la media è di 151 litri pro-capite e sono meno i Comuni (solo otto) dove si superano i 200 lietri per abitante. Pescara conta 135 litri di acqua consumata mediamente per abitante ogni giorni. Meglio fanno Teramo con 78, Chieti, con 116 e L'Aquila con 118.

Va infine sottolineato che per quanto riguarda la depurazione delle acque tutti i capoluoghi di regione (su questi è fatta la rilevazione) vengono promossi a pieni voti: anche L'Aquila con oltre il 93 per cento.

Gestione dei rifiuti: se ne producono di meno, miglioramenti nella differenziata

A livello nazionale la media è del 62,7 per cento con una città in più dove si è superato l'80 per cento nella classifica Legambiente. Pescara in questo quadro attesta la sua percentuale al 46,8 per cento, un dato che dovrebbe incrementare il prossimo anno visto che da metà novembre partirà la raccolta differenziata a Porta Nuova e poi anche in centro. La città migliore è quella di Teramo con il 72,7 per cento. Segue Chieti con il 68,8. Ultima è L'Aquila con il 41,1 per cento.

Migliora anche la produzione dei rifiuti urbani in Italia, c'è cioè un calo mediamente dei chili prodotti pro-capite nel corso dell'anno. Per Pescara i chili sono 525, segue Chieti con 513. Chiudono L'Aquila con 491 e Teramo con 423.

Indietro sul trasporto pubblico, bene sulle ciclabili: le auto però sono ancora tante

Il trasporto pubblico in Italia funziona poco. L'unica città in cui è una valida alternativa è Venezia. Anche il tasso di motorizzazione resta tra i più alti d'Europa e tra le città peggiori un'abruzzese c'è. Regine delle bici sono Mantova e Reggio Emilia con Lucca e Venezia che dominano per le aree pedonali. Miglioramenti generali però se ne registrano.

Guardando all'Abruzzo, il trasporto pubblico nel rapporto numero viaggi per abitante in un anni è di 27 per Chieti, 25 per L'Aquila, 23 per Pescara e solo uno per Teramo. Anche sull'offerta di trasporto pubblico bisogna migliorare, ma a stupire è lo “zero” di Tramo per le isole pedonali e cioè per l'estensione della superficie stradale pedonalizzata in metri quadrati per ogni cento abitanti. In questo senso la migliore è Chieti (75,5). Segue Pescara (16,9) e infine L'Aquila (7,6). Teramo è però quella con più Ztl (Zone a traffico limitato).

Per quanto concerne le piste ciclabili e cioè i metri quadrati equivalenti ogni 100 abitanti a fare “zero” è Chieti una città dunque non a misura di ciclista. Meglio di tutte in questo caso fa Teramo (14,44), seconda è Pescara con 6,3 e terza L'Aquila dove il dato è molto risicato (0,2).

Per quanto riguarda il tasso di motorizzazione come detto i dati sono ancora alti in Italia. Guardando all'Abruzzo per ogni 100 abitanti è proprio Pescara la città migliore, cioè quella con il numero minore: 62 quelle rilevate. La peggiore sia a livello locale, ma anche tra i capoluoghi d'Italia che fanno il risultato meno lusinghiero, è L'Aquila con le sue 79 auto ogni 100 abitanti. Seguono Teramo con 74 e Chieti con 69. Un dato che vede Pescara insieme a Chieti anche la più virtuosa in regione per i motocicli. Ogni 100 abitanti ne girano 12 nei due capoluoghi. Ancora una volta la peggiore è L'Aquila (31). A Teramo se ne contano 21.

In relazione alle vittime della strada tra morti e feriti ogni mille abitanti la media peggiore è di Pescara e L'Aquila (4,8). Segue Chieti con il 3,6. Ultima Teramo con il 3,4.

Su alberi e aree fruibili Pescara in Abruzzo è la migliore, ma sulle rinnovabili la strada è lunga per tutti

Guardando al verde e nello specifico agli alberi presenti in città ogni 100 abitanti (nelle aree pubbliche) Pescara è quella che ne conta di più: 21. Seguono Chieti e Teramo rispettivamente con 17 e 16, mentre per L'Aquila il dato non è disponibile.

Se parliamo di aree verde fruibili e cioè i metri quadrati a disposizioni per abitante è sempre Pescara la migliore con 39,3. Segue L'Aquila con 33,5. Chiudono Teramo con 18,9 e Chieti con 8,9.

Per quanto concerne le energie rinnovabili c'è molto da fare anche in questo caso In relazione al solare termico e il fotovoltaico pubblico in kw installato sugli edifici pubblici ogni mille abitanti il capoluogo di provincia migliore è L'Aquila 5,69. Segue Chieti con 2,62. Quindi Pescara (1,54) e Teramo con lo 0,72.

I numeri del consumo del suolo

Purtroppo in Italia, rileva Legambiente, cresce ancora il consumo del suolo. L'uso efficiente del suolo, e cioè l'indice sintetico in una scala da zero a 10 relativo al trend di consumo in relazione al numero dei residenti e il livello di urbanizzazione vede Chieti a quota 2, L'Aquila a quota 2, Pescara a 8,5 e Teramo a 3. Per quanto riguarda la variazione di consumo pro-capite e cioè in metri quadrati per abitante tra il 2017 e il 2021 i numeri sono 15,8 per Chieti, 10,7 per L'Aquila, 1,5 per Pescara e 17,8 per Teramo.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ecosistema urbano, la città guadagna undici posizioni nella classifica Legambiente: è 75esima

IlPescara è in caricamento