Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Docente del liceo Marconi avvia lo sciopero della fame per protesta: "Nessuna certezza per il futuro dell'istituto"

Giovanni Dursi Ddocente di Filosofia e Scienze umane, collaboratore di presidenza e portavoce del comitato “Marconi Quo vadis ?”ha annunciato l'avvio della protesta contro l'operato della Provincia

Un docente del Liceo Marconi di Pescara, Giovanni Dursi che è anche portavoce del comitato "Marconi quo vadis?" che rappresenta studenti, genitori personale ata e docenti dell'istituto, ha fatto sapere che da domani 12 luglio sotto osservazione medica avvierà lo sciopero della fame per protesta in merito al futuro dell'istituto, la cui sede principale a breve sarà demolita.

Dopo il consiglio comunale straordinario riguardante proprio questo argomento, il docente ha parlato di una Provincia di Pescara sorda alle richieste reiterate dalla comunità del Marconi, in quanto non vi sarebbero rassicurazioni e fatti concreti riguardanti la dislocazione per il prossimo anno scolastico in arrivo da parte dell'ente:

"In particolare si stigmatizza il rischio di un “Marconi virtualizzato”, per 'inesistenza di un cronoprogramma ufficiale che non è stato ancora formalizzato e condiviso in modo tale da consentire idonea dislocazione provvisoria di 67 aule, Laboratori e palestra o spazi per attività motoria, uffici e spazi collettivi di lavoro per poter riprendere “in presenza” e in sicurezza le lezioni confermando la qualità del servizio scolastico reso alle persone ed al territorio, dal prossimo mese di Settembre, oltre ad evidenti criticità tecniche del progetto architettonico e del business plan"

La comunità, spiega il docente, è disorientata, destabilizzata e angosciata con il rischio concreto di un decremento di iscrizioni considerando che nessuno ha notizia di quali edifici saranno utilizzati per studenti, personale amministrativo e docenti:

"Fino a quando la Provincia di Pescara – auspicabilmente, entro e non oltre la prossima settimana - non emanerà gli atti necessari a garantire la transizione, formalizzando dettagliatamente il cronoprogramma del trasferimento (luoghi idonei, tempi certi), lo sciopero della fame proseguirà."

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