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L'appello dei dipendenti della cooperativa sociale La Rondine: "Le istituzioni devono tutelare noi e i nostri assistiti"

I lavoratori della cooperativa sociale, che fornisce assistenza a pazienti con disturbi psichiatrici i cui vertici sono finiti al centro dell'inchiesta sul presunto appalto Asl truccato, hanno scritto una lettera aperta

Le istituzioni devono tutelare i lavoratori della cooperativa sociale "La Rondine" e i loro utenti assistiti nelle varie strutture dove i dipendenti si impegnano ogni giorno per aiutare persone con disturbi mentali.

I lavoratori della cooperativa sociale coinvolta nell'inchiesta della guardia di finanza per un presunto appalto truccato della Asl di Pescara, si dicono profondamente scossi e increduli per quanto accaduto nell'inchiesta giudiziaria balzata agli onori delle cronache. I dipendenti operano nei centri diurni di Pescara, Penne e Tocco da Casauria, nella casa famiglia di Penne e nel centro diurno integrato di Pescara per la riabilitazione di pazienti con disturbi psichiatrici, e sottolineano come sia stata costruita e garantita una continuità nei progetti dei singoli utenti, anche durante questo difficile periodo di pandemia, con 80 pazienti nei vari centri diurni assistiti quotidiananamente.

Il monito del nostro operato è stato e sarà quello di combattere lo stigma della malattia mentale, integrando ed includendo gli utenti, specie dopo la conclusione dei progetti di cura, nel tessuto sociale di appartenenza con l’acquisizione di competenze ed abilità individuali e sociali.

Forte e determinante è stata la sinergia con i Centri Salute Mentale, con la rete territoriale, con gli amministratori di sostegno e con i tanti familiari, genitori e parenti, che in questi anni ci hanno affidato una parte importante del loro dolore e soprattutto della loro speranza in una migliore qualità di vita per i loro cari.

Sono stati anni di crescita professionale, offrendo un servizio in prima linea a tutela ed ascolto dei bisogni dei nostri pazienti, per favorire quanto più possibile un processo di normalizzazione e riduzione delle ricadute e dei ricoveri dei ragazzi nei vari setting di trattamento

Nei centri diurni dove operano i dipendenti della cooperativa, non si sono mai registrati focolai interni e nè scompensi di rilevanza clinica, che ringraziano i familiari dei pazienti per la solidarietà dimostrata in questi giorni di boom mediatico, rassicurando sulla continuità dei servizi:

In questa fase delicata noi ci saremo e garantiremo la prosecuzione dei progetti riabilitativi dei nostri utenti in carico ai citati servizi. Tale missiva vuole preservare la nostra professionalità, scissa dalle vicende giudiziarie.
Noi lavoratori chiediamo di essere tutelati dalle istituzioni

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