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Martedì, 6 Dicembre 2022
Attualità Centro / Viale Regina Margherita

La demolizione (con successiva ricostruzione) della scuola Mazzini, tra sentimenti e ricordi [FOTO]

Le testimonianze del sindaco Masci e degli assessori Mascia e Santilli. La preside Elena Marullo: "Una scuola che ha un valore affettivo per tante generazioni"

In tanti si stanno rammaricando per l'annunciata demolizione della scuola media Mazzini, in viale Regina Margherita. Anche se tecnicamente si tratta di una "demoricostruzione", nel senso che la struttura verrà riedificata nello stesso posto ma con criteri più contemporanei, l'onda emotiva è comunque grande e fornisce lo spunto per raccontare la storia di questa scuola attraverso i ricordi di chi l'ha frequentata. D'altronde la Mazzini ha sempre rappresentato tanto per la zona centrale della città: luogo di crescita e formazione per innumerevoli generazioni, simbolo della "Pescara bene" e istituto prestigioso che esiste da più di mezzo secolo. Da quando, poi, la Muzii è stata chiusa (e ancora oggi è in attesa di una ricollocazione con una nuova destinazione d'uso), la Mazzini ha assunto ulteriore importanza.

La preside Elena Marullo ripercorre con noi i momenti più salenti di questa splendida avventura: "In base ad alcune testimonianze che abbiamo potuto raccogliere, sicuramente a fine anni '50 la Mazzini già esisteva - riferisce a IlPescara.it - Questa è una scuola del centro che ha un valore affettivo per tante generazioni e verso la quale si nutre un forte senso di appartenenza. Per me è sicuramente una grande scuola: io l'ho frequentata, così come mio fratello più grande. E poi mia madre, che ho perso due anni fa, ha insegnato qui per 25 anni. Trovo giusto che venga rinnovata perché si tratta di una struttura che ha ormai parecchi decenni".

Per quanto riguarda ciò che accadrà, Marullo spiega: "In questi mesi abbiamo incontrato più volte sia il vice sindaco sia i tecnici che stanno preparando il progetto. I lavori dovrebbero partire nell'anno scolastico 2023-2024 e noi dovremmo trasferirci in via Regina Elena, dove si trovano gli uffici: gli alunni saranno ospitati in stanze piuttosto grandi che sono adesso adibite ad archivi, ma anche in qualche stanza della segreteria, a patto che venga restituita alla scuola l'ala nord di via del Milite Ignoto". Al momento, infatti, nella Mazzini si stanno svolgendo anche le lezioni per gli alunni della scuola elementare "Ernesto Codignola".

I ricordi di Masci, Mascia e Santilli

Ci sono poi gli storici "ex" della Mazzini. Tre amministratori dell'attuale maggioranza, infatti, l'hanno frequentata, o in veste di alunni o come professori. Il sindaco Carlo Masci vanta ricordi a cavallo tra gli anni '60 e '70: "Sono stato in quella scuola dal 1968 al 1970. Un periodo bellissimo", dice a IlPescara.it. "Classi da oltre 30 alunni, solo una sezione sperimentale era mista, mentre le altre erano tutte divise per generi. Professori molto umani, eravamo come una famiglia: la Romano di matematica, la Guarnieri d'inglese, la Boccafoli d'italiano e geografia, Parenti di disegno ed educazione artistica, Trimboli di educazione fisica, senza poi dimenticare la preside Brandolini. Con molti dei compagni di scuola siamo rimasti amici, di quelle amicizie che ti legano per tutta la vita: li incontro ancora oggi. Ricordo i primi scioperi, c'erano i venti del '68. Andavo a scuola a piedi, da via Cavour alla Mazzini, il bar Napoli portava le pizzette a scuola per la ricreazione. I bidelli erano tuttofare, dalla vendita delle pizzette all'educazione fisica in palestra".

Colpisce, in particolare, il dettaglio relativo al bar Napoli (altra presenza storica della zona) che forniva le pizze alle singoli classi: oggi questo non è più possibile perché, come noto, per ragioni igienico-sanitarie è vietato introdurre cibo a scuola dall'esterno, ad eccezione della classica "stozza" per la ricreazione, ma sempre se non è già previsto il servizio mensa. Ai tempi le cose erano diverse, ed è stato così anche nei decenni successivi: negli anni '90, ad esempio, quando la scuola è stata frequentata da futuri professionisti come Giampaolo Colletti, comunicatore ed esperto di new media, Federica Tatta, affermato avvocato, e Lorenzo Giannotti, inventore della "cronocena con delitto", era del tutto normale portarsi il panino da casa. Ma le abitudini, si sa, cambiano.

L'assessore alla mobilità Luigi Albore Mascia è un altro che la Mazzini la conosce bene, sia come ex studente sia come ex primo cittadino: "L'ho frequentata dal 1976 al 1979, anno in cui mi sono diplomato con il giudizio "Ottimo". Ricordo la preside Mira Boccafoli e insegnanti eccellenti. Spettacolari erano le ore di educazione fisica che condividevamo con altre classi di pari livello anagrafico: ciò ha consentito di stringere tante amicizie che ancora oggi conservo con molto affetto. Alcuni anni fa ci sono tornato con gioia, da sindaco, invitato dalla dirigente e dalla compianta professoressa Mimma Turilli, per impartire delle lezioni di cittadinanza attiva".

Gianni Santilli, invece, parla non solo come assessore all'edilizia scolastica, ma anche come ex docente della Mazzini (insegnava educazione fisica): "Ormai sono 8 anni che l'ho lasciata, essendo andato in pensione. È stata una scuola molto importante, dove tutte le famiglie iscrivevano i propri figli, frequentata e richiesta anche dai paesi circostanti perché è stata sempre molto qualificante. Io, oltre a essere stato un insegnante, sono stato per molti anni il vice preside e punto di riferimento di tutti i presidi che si sono succeduti. Tuttavia, ormai, la Mazzini è una scuola non più all'altezza dei tempi moderni, essendo una delle più vecchie di Pescara: per questo motivo si rende necessaria la sua riqualificazione. Con la scuola nuova, tutto il quartiere e la popolazione scolastica ne trarranno benefici. L'abbattimento è previsto per luglio 2023".

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