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Venerdì, 21 Giugno 2024
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Sulla battuta di De Sica sul vino abruzzese è ancora polemica, Confagricoltura: "Ci aspettiamo delle scuse"

Il presidente regionale Fabrizio Lobene si aggiunge alle voci levatesi contro la frase pronunciata nell'ultimo cinepanettone che sarà tramesso su Netflix: "Non si tratta di censura, ma le parole di un artista di così grande carisma non passano inosservate"

“Pensare di far ridere offendendo una intera categoria di agricoltori, quella dei viticoltori ed una intera regione, soltanto per carpire una risata, è stato un grosso errore dell’attore Cristian De Sica nel trailer del nuovo film in uscita nei prossimi giorni”.

Non si arresta la polemica sulla battuta del trailer del nuovo cinepanettone che sarà trasmesso su Netflix e che ha come protagonista proprio l'attore. Questa volta ad intervenire è il presidente di Confagricoltura Abruzzo Fabrizio Lobene.

“L’organizzazione degli imprenditori agricoli chiede il rispetto e la tutela del lavoro dei viticoltori abruzzesi per lo splendido risultato ottenuto nel corso degli anni, da difendere a tutti i costi – aggiunge -. Ci saremmo aspettati, un plauso, un apprezzamento per la qualità dei nostri vini che ricevono premi in tutto il mondo. In questo particolare momento che, comunque, vede tutto il mondo produttivo in difficoltà, qualunque messaggio negativo andrebbe evitato ed ancor di più in un settore che per la particolare qualità ottenuta non lo merita. Non si può, in un attimo, distruggere l’immagine che il mondo del vino abruzzese, sta curando ed elevando ad altissimi livelli, con anni di lavoro e importanti investimenti”.

“Bene ha fatto il sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi a chiedere alla produzione del film di modificare o eliminare la scena sconveniente”, aggiunge. “Qui non si tratta di censurare o limitare il sacrosanto diritto di espressione artistica ma di far riflettere gli autori e l’artista che le loro parole non passano inosservate, proprio perché espresse da un grande attore dotato di carisma e di una grande notorietà – prosegue Lobene -. Non ci risulta che coloro che si occupano di campagne pubblicitarie ed i loro testimonial, denigrano, con utilizzo di parole sconvenienti, i prodotti che vogliono promuovere soprattutto se si tratta di alimenti o bevande”.

“Ci attendiamo un messaggio di scuse da parte dell’attore e magari un nuovo messaggio che possa tentare di recuperare il danno fatto all’incolpevole mondo del vino e alla regione Abruzzo”, conclude il presidente Confagricoltura.

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