Sabato, 13 Luglio 2024
Attualità

Sempre più sicurezza informatica nelle aziende abruzzesi, Veronica Leonardi (Cyberoo): "Il cyber crime è democratico"

La società emiliana che si occupa di cyber secyurity ed è quotata in borsa ha partecipato all'ultima edizione di InnovAzioni di Confindustria Pescara-Chieti. Con la responsabile marketing della società molto presente sul nostro territorio abbiamo cercato di capire perché è così importante e di spiegare le ragioni per cui rappresenta una tutela non solo imprenditoriale, ma anche sociale

Parole come dark web e cyber crime sembrano ai più cose lontane perché tanto intangibili quando appartenenti a un mondo cui non tutti, per conoscenza e competenza, hanno accesso. Se pensiamo a un rapimento con ricatto siamo abituati a immaginarlo come un atto fisico ai danni di qualcuno, ma il ricatto esiste anche nel mondo del web dove a essere “rapiti” sono dati e sistemi aziendali con ricadute pesanti sull'intera filiera di cui l'azienda fa parte sia essa piccola o grande. Per semplificare: un "incidente" di cyber crime, tecnicamente è così che va definito, ha un impatto non solo sulla realtà si trova a viverlo, ma anche di tipo sociale perché a pagarne le conseguenze possono essere tutti, dai dipendenti a qualunque altro cittadino. 

In Abruzzo l'esempio più lampante è stato quello l'attacco hacker subito dalla Asl de L'Aquila che ha fatto finire dati sensibili dei pazienti sul dark web. Facile capire quanto oggi essere protetti sia importante e quanto dunque investire in cyber security diventi una priorità in termini di sicurezza sia nel settore pubblico che in quello privato.

Proprio con una delle aziende che se ne occupa, la Cyberoo, ne abbiamo parlato perché si comprenda l'attualità del tema. Un'azienda che ha il suo quartier generale a Reggio Emilia, ma che è presente in modo sempre più capillare in tutto il Paese, Abruzzo incluso. Diverse le aziende del territorio che si sono affidate ad essa per proteggersi proprio dal cyber crime. Una presenza testimoniata dalla partecipazione di Cyberoo alla decima edizione dei InnovAzioni, l'evento organizzato da Confindustria Chieti-Pescara conclusosi l'11 novembre per conto del quale ha premiato  il vincitore della sezione "start-up".

Di cyber security abbiamo chiacchierato con Veronica Leonardi, componente del consiglio d'amministrazione ci Cyberoo di cui è chief marketing officer e investor relator. Se il mondo in cui questa realtà emiliana nata nel 2008 e prima società di settore a essere quotata in borsa, è virtuale, la sua presenza nel territorio, anche in Abruzzo, è decisamente fisica e questo perché le aziende possano avere un'assistenza h24 sul posto sapendo a chi rivolgersi e con chi relazionarsi. Se la prevenzione del cyber crime è la priorità, può capitare di dover, come dice Leonardi, trovarsi a “spegnere incendi” scoppiati improvvisamente. Cosa che può accadere quando non si è protetti. La cyber security in sostanza è un tassello ulteriore, l'ultimo e il più innovativo in ordine di tempo, entrato a far parte del mondo della sicurezza informatica dove siamo stati abituati a conoscere, anche solo per la sicurezza dei nostri computer e smartphone, cose indispensabili come antivirus o firewall.

D'altra parte in una società in cui la tecnologia evolve velocemente, in cui il mondo virtuale e quello fisico convivono nelle filiere produttive, il rischio di essere "ricattabili" va affrontato e a poterlo fare sono i professionisti del settore, coloro appunto che id cyber security si occupano.  

Diciamolo, anzi ce lo dice chiaramente Leonardi, questo “è un tema ancora da smarcare” e ha bisogno di essere conosciuto su e per i territori. L'esempio più lampante del perché ce lo fa proprio lei. Non riguarda l'Abruzzo, ma un'esperienza che potrebbe avere chiunque e ovunque, anche dalle nostre parti. “Siamo stati chiamati per un attacco ormai in corso da un'azienda del nord Italia che, a causa di quanto avvenuto,  è rimasta ferma per tre settimane. Non funzionavano neanche i fax e i dipendenti sono stati messi in cassa integrazione. Siamo poi riusciti a risolvere il problema, ma questo fa capire quanto gravi possano essere le conseguenze quando l'incendio ormai è divampato”. Chiara, dunque, la ricaduta sociale di una situazione come questa e ancor più quanto prevenire, proprio come se parlassimo di salute, sia fondamentale. 

“Chiariamo – spiega quindi Leonardi – bisogna distinguere tra attacco e indicente. Un attacco ha sette step che rientrano in tre macrocategorie. Nella prima rientrano le azioni compiute per entrare dentro i sistemi aziendali che oggi operano su piattaforme online. Poi ci si inizia a muovere dentro l'azienda fino ad arrivare all'incidente vero e proprio che si traduce nel danno. Tra il primo e l'ultimo step chi attacca lascia delle 'tracce', quelle che con la nostra tecnologia di proprietà e la nostra esperienza  raccogliamo attraverso una mole di dati riuscendo così a identificarlo e intervenire prima che l'incidente si verifichi. Certo – precisa – se veniamo chiamati da chi ha già ormai il problema abbiamo la nostra 'squadra di pompieri' per risolvere il problema”.

La domanda spontanea di chi di questo mondo ha scarsa conoscenza è forse la più banale: perché farlo? Qual è l'interesse di chi attacca le aziende creando problemi a volte così grandi da avere ricadute gravi anche sui lavoratori o, come accaduto con la Asl in Abruzzo, su chi si è visto pubblicare sul dark web i propri dati? La risposta non può che essere altrettanto 'banale': ottenere un riscatto che non è in euro, ma in bitcoin, ovvero in criptovaluta. Se proprio ci si trova davanti a una situazione degenerata fino a questo punto l'obiettivo di chi opera nella cyber security è ovviamente quello di “spegnere l'incendio”, dice ancora Leonardi, ed evitare che si debba pagare alcunché.

Tra i settori in cui sempre più presente è la cyber security e in cui Cyberoo opera c'è ovviamente l'automotive sempre più orientato verso la Lean Manufacturing o “produzione snella”, ovvero una metodologia che permette di ridurre gli sprechi produttivi dando risposte qualitative migliori anche ai clienti. Un settore che sul nostro territorio è particolarmente importante. “Se una qualunque delle aziende della filiera viene attaccata questa si blocca, ma a fermarsi è tutta la movimentazione dato che ormai tutto si muove su piattaforme di gestione: dagli ordini all'invio della merce – spiega ancora Leonardi per rafforzare il concetto -. Questa è quella che chiamiamo industria 4.0 che ha consentito alle aziende di migliorare in efficienza ed efficacia, ma il rovescio della medaglia è proprio quello di essere maggiormente esposti a una serie di problematiche legate alle infrastrutture”. Quelle informatiche ovviamente.

“Il problema del blocco produttivo – prosegue ancora la responsabile marketing Cyberoo – crea inefficienze e questo vale per la piccola e per la grande azienda. Come dico sempre il cyber crime è democratico e meno sei protetto più sei esposto. Vuole profitto come ogni forma di criminalità ed è sbagliato pensare che se si è piccoli non si è esposti a questo rischio proprio per quello che abbiamo detto. Oggi è tutto iperconnesso per cui spesso proprio la piccola azienda diventa il tramite per colpire una grande azienda”.

La presenza di Cyberoo all'evento Confindustria testimonia dunque come la sua sia proprio una di quelle realtà che sul territorio sta diventando un riferimento per le imprese. Esserci vuol dire anche assumere e dunque creare occupazione cosa che, sottolinea ancora Leonardi, la società emiliana ha fatto e sta facendo anche in Abruzzo. “Abbiamo assunto persone sia per il profilo commerciale che per quello tecnico così che si abbia sempre un riferimento. Ovviamente, oltre a questo, siamo presenti grazie alle collaborazioni messe in campo con il sistema integrato presente sul territorio e dunque anche con le aziende che già ci sono. Il tema della vicinanza territoriale è fondamentale – conclude Leonardi – perché esserci vuol dire creare legami e accrescere la fiducia”.

“Fiducia” d'altra parte è proprio la parola chiave quando si parla di sicurezza e soprattutto di chi deve garantircela. Il fatto che le aziende e le imprese anche in Abruzzo siano sempre più coscienti e orientate verso la consapevolezza della necessità di affidarsi alle realtà che di cyber security si occupano è dunque un buon segno perché investire nel settore non vuol dire proteggere semplicemente la propria realtà, ma tutelare anche i propri dipendenti e di conseguenza il tessuto sociale e imprenditoriale del territorio.

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