Venerdì, 12 Luglio 2024
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I cuccioli di Amarena sono tornati nel parco, sono insieme e si nutrono da soli: l'ente chiede a tutti responsabilità nei comportamenti

Sospesa per ora la cattura, ma si procede con il monitoraggio perché per i piccoli i pericoli sono ancora tanti. La buona notizia è che sono in grado di muoversi nel territorio e di procurarsi cibo, ma ad enti cittadini e media il parco chiede massima attenzione perché la vita dei piccoli è sempre e comunque a rischio. Agli automobilisti si chiede la massima prudenza

Niente più tentativo di cattura, ma attenzione massima e monitoraggio per i due cuccioli di Amarena. Dal Parco nazionale arrivano buone notizie, sebbene i pericoli per i piccoli siano ben lontani dall'essere finiti.

I cuccioli dell'orsa Amarena uccisa a colpi di fucile cinque giorni fa a San Benedetto dei Marsi sono tornati insieme all'interno del parco e nella notte, grazi ai visori notturni utilizzati dai guardiaparco, sono stati visti nutrirsi da un albero di mele.

“L'avvistamento – spiega l'ente - è avvenuto in un luogo ancor più interno del parco rispetto al punto dell'ultimo. Le attività di ricerca e monitoraggio continueranno ancora con l'obiettivo di fornire più elementi possibili per valutare le future decisioni e monitorare gli spostamenti dei due cuccioli in quanto è bene ricordare che l'home range a cui sono stati abituati dalla mamma è molto ampio e ricomprende sia zone più selvagge del parco, sia zone più antropizzate, fuori parco, come la stessa San Benedetto dei Marsi”.

Le certezze ad oggi sono dunque: i due cuccioli si sono allontanati dall'area del Fucino, molto più antopizzata e quindi maggiormente pericolosa riuscendo ad orientarsi e muoversi senza troppi problemi sul territorio e soprattutto riescono a nutrirsi nonostante l'assenza della mamma che avrebbe dovuto accudirli ancora per diversi mesi.

“Per queste motivazioni – fa quindi sapere il parco - le attività di cattura sono al momento sospese, mentre si protrarranno, ovviamente, quelle di monitoraggio”. Purtroppo, sottolinea però l'ente, “è bene ricordare che le possibilità di sopravvivenza non sono alte e che le insidie anche naturali (interazioni con altre specie) sono molte. Qualsiasi disturbo o interferenza di origine antropica potrebbe causare l’allontanamento dei cuccioli da aree idonee e una loro nuova separazione”. Per questo il Parco nazionale lancia a tutti un appello e cioè a media, cittadini e amministratori: far sì che si possa agire con estremo equilibrio e dunque facendo tutti attenzione a non disturbare i piccoli che, come detto, saranno costantemente seguiti da guardiaparco e carabinieri forestali.

“Chiediamo di mettere da parte la curiosità spasmodica, rinunciando a qualunque idea di andare a vedere come e dove stanno e di non intralciare in alcun modo le operazioni di monitoraggio – esplica quindi il parco nella nota di raccomandazione -. In caso di avvistamento fortuito, non tentare per alcun motivo di avvicinarsi ai cuccioli ma segnalare prontamente il luogo al Servizio di Sorveglianza del Parco (tel 0863 9113241) o ai Carabinieri (112)”.

Un appello lo rivolgono in particolare agli automobilisti perché transitino “a basse velocità lungo tutte le strade che collegano l'area meridionale del Fucino con il parco e ovviamente nelle aree interne allo stesso. Comprendiamo pienamente la preoccupazione dei media – conclude la nota -, come quella dei cittadini e delle cittadine, ma di certo non sarà la curiosità egoriferita a dare un futuro a questi orsi”.

Parole pienamente condivise dall'Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) che ringrazia il Pnalm per quanto sta facendo e che chiede, rilanciando l'appello del parco, di "lasciare in pace gli orsetti" per dare loro "una chance in più di sopravvivere". 

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