Venerdì, 14 Maggio 2021
Attualità Rancitelli

Criminalità a Rancitelli, lo sfogo di Don Max: "Situazione grave come un tumore al cervello e non come un'emicrania"

Il parroco della parrocchia degli Angeli Custodi racconta la situazione che si vive nel quartiere, dove gli abusivi arrestati per spaccio vengono messi ai domiciliari nelle stesse case occupate

Cinque punti per "curare" il quartiere Rancitelli, affetto da un tumore al cervello e non da una banale emicrania come molti, comprese istituzioni, spesso vogliono far credere. Sfogo amaro e duro quello del parroco della chiesa degli Angeli Custodi di Rancitelli Don Max, intervenuto durante la seduta della commissione sicurezza presieduta da Armando Foschi. Durante la seduta si è fatto il punto della situazione con il racconto della situazione di disagio, criminalità ed omertà che si vive nel quartiere, dove la maggior parte delle case popolari del Ferro di Cavallo sono occupate abusivamente come nel caso del civico 171 dove su 10 appartamenti 7 sono occupati da abusivi agli arresti domiciliari che continuano a spacciare.

Don Max poi spiega:

Quando sono nati quei palazzoni, l’idea era di far integrare chi scendeva dalle montagne per venire a vivere a Pescara; in realtà la zona è divenuta incubatrice di criminalità. E allora oggi stop alla creazione di sacche di povertà, stop alla costruzione di altre case popolari vicino a quelle già esistenti, come il ‘caso’ di via Tronto che è una bestialità ingestibile vicino a via Nora, al Ferro di Cavallo, rendendo inabitabili le case di via Ilaria Alpi. Secondo, nel quartiere non ci sono telecamere, neanche una: nel piazzale antistante la chiesa degli Angeli Custodi ogni sera ci sono decine di ragazzi e, guarda caso, quando una volta la passata
amministrazione ha pulito i tombini, li abbiamo trovati pieni di siringhe, quindi nella zona c’è uso e spaccio di droga, ma non c’è una telecamera

Il parroco si chiede come sia possibile che gli abusivi arrestati possano rimanere ai domiciliari nelle case occupate nonostante un ex Prefetto abbia confermato che ciò non è consentito dalla legge e gli abusivi, se arrestati, devono andare in carcere:

Il mio predecessore in parrocchia  diceva che il problema era risolvibile solo demolendo il Ferro di Cavallo e aveva ragione. E oggi, a fronte di tale situazione, sentire il prefetto che dice che a Rancitelli non c’è criminalità organizzata ma semplice delinquenza, mi procura fastidio, perché è un abbassare l’asticella dell’emergenza, allora poi ci spiegasse com’è che all’improvviso spuntano fuori le pistole.

Quarto: stop alle sale slot che sono luoghi di riciclaggio del denaro, e noi ne abbiamo 4 in mezzo chilometro. Quinto, com’è possibile che, alla faccia dell’obbligo scolastico, i bambini rom non vanno a scuola la mattina, senza che accada nulla, però
poi il pomeriggio vengono in oratorio a studiare. Ovviamente perché il pomeriggio le case devono essere libere.

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