Giovedì, 21 Ottobre 2021
Attualità

"Il silenzio degli adolescenti": una riflessione

Pubblichiamo integralmente questo interessante contributo che è giunto in redazione da parte di una persona che ci legge con attenzione

Dove sono gli adolescenti? Abbandonati da un anno al loro destino, soggetti ritenuti “forti” e quindi non degni di attenzione, piuttosto criminalizzati come untori e menefreghisti, frivoli e deficienti non appena mettono il naso fuori casa, laddove è consentito. Mai che qualcuno rifletta davvero su quanto sia stato loro tolto, mai che ci si renda conto, almeno per un attimo, che le uniche parole neutre e senza livore nei loro confronti riguardino solo dati e statistiche sui contagi, …una sequela giornaliera di numeri e percentuali, accompagnati da commenti e previsioni per lo più nefasti, utili a giustificare la deprivazione di sogni e desideri di una intera generazione. Si è riusciti a togliere loro anche la dignità di rimanere studenti per questo ultimo scorcio di anno scolastico, dall’inizio già ondivago di suo, un pò dentro, un po' fuori…

Grazie a uno “studio” recente, uno dei tanti, che certifica l’impatto dei contagi nelle scuole, si è finalmente trovata la leva giusta cui affidare “quella” decisione rimandata da mesi, ma sempre lì, sulla graticola, in attesa di essere ben cotta. Una decisione per togliere di mezzo un problema scottante, appunto, piuttosto che affrontarlo. E non voglio qui ripetere la solita litania dei milioni spesi sui banchi a rotelle, finiti in qualche magazzino di stato, ammaccati e impolverati. Ne abbiamo le tasche piene. Tornando allo "studio", invece, il quadro ora è chiaro, e dopo un anno esso soccorre una narrazione giunta alla perfetta definizione dell'adolescente medio, che si comporta in modo "scomposto" a scuola, ma anche prima e dopo la scuola...Irrispettoso delle regole, causa di assembramenti, schiamazzi et similia,.. insomma, cose tipiche della sua età che ora sono diventate oltremodo sconvenienti e riprovevoli. Da mesi ad una intera generazione vengono negati sport, cinema, luoghi di svago, di cultura e di socializzazione…

Da un anno tutto è diventato virtuale, più virtuale di ciò che già era in uso nei loro strumenti quotidiani. Nel buco nero del “virtuale & smart” sono precipitati valori come l’istruzione, l’amicizia, e anche lo sport. E ciò che precipita in un buco nero non fa mai una bella fine. Perché come natura insegna, il buco nero annienta e distrugge ciò che ingoia. L’unica via salvifica del “virtuale & smart” è quella rappresentata da alcune pubblicità buoniste che dipingono il fenomeno come una sorta di magia, un mondo nuovo e soprattutto figo, quindi molto attrattivo per i giovani. Si studia a distanza… ci si chiama in chat… si mangia con il delivery… si fa sport in cucina… Ma questa “magia” presenta man mano il suo conto salato. L’adattamento virtuale che mal si addice alla natura umana diventa noia insopportabile, allarga le distanze, distorce i rapporti, acuisce odio con un semplice click, provocando una spirale di malessere che corre e dilaga di più del maledetto virus. Da qui le risse in strada quale unico squallido momento di incontro/scontro, il venire al “dunque” di mondi distanziati e svuotati, che altro non sono che l’ultimo stadio di una rabbia che non può più essere contenuta virtualmente.

Ma oltre a riempire per qualche secondo le cronache dei tg ed a trovare spazio in qualche trafiletto di giornale, e più che creare clamore, indignazione, per i “soliti” giovani disadattati per i quali pare non ci sia una “cura”, nulla viene fatto. Che si ritrovino per uno spritz in maniera civile, o che si incontrino e scontrino per una rissa in maniera incivile, sono sempre loro la pietra dello scandalo, la causa della degenerazione sanitaria di questo paese martoriato, i soggetti delle invettive di corte e i destinatari delle purghe di regime. Mai per loro parole di comprensione, di tolleranza, vista la deprivazione e l’apatia dilagante, di “speranza”, se questa oggi ha ancora un senso, e, soprattutto, mai una parola di rispetto. Rispetto, almeno quello, che manca nelle chiacchiere da salotto di molti scienziati tv-addicetd che, con aria superba, dispensano sermoni tanto temibili quanto vuoti e inconcludenti, utili solo al loro cinico narcisismo.

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