Coronavirus, il dottor Parruti: "Personale Asl di Pescara sfiancato, tamponi agli operatori sanitari a fine pandemia"

Durante l'intervento nella rubrica "Sos Coronavirus" della Regione Abruzzo, il direttore dell'Uoc di Malattie Infettive di Pescara ha parlato della situazione nella Asl pescarese

La Asl di Pescara è satura sia a livello di personale che organizzativo, e fino ad ora non abbiamo avuto alcun rinforzo di unità nonostante le richieste avanzate, tranne la promessa di personale infermieristico ad inizio aprile. Lo ha dichiarato il direttore dell'Uoc di Malattie Infettive di Pescara dottor Giustino Parruti intervenuto durante la rubrica "Sos Coronavirus" lanciata dalla Regione Abruzzo sulla sua pagina Facebook ufficiale.

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In caso di necessità, per l'apertura di una nuova ala dedicata alla terapia intensiva per i pazienti Covid19, non ci sarebbero medici ed anestetisti a sufficienza, e per questo secondo Parruti occorre andare verso un modello di risposta a livello regionale, equiresponsabilità fra le quattro Asl del territorio abruzzese trasferendo in tempo reale i pazienti fra le varie Asl, spostandoli da quelle in saturazione a quelle in cui vi sono ancora posti disponibili, e per questo è fondamentale che anche le altre tre Asl meno colpite fino ad ora dal Coronavirus si preparino. Uno schema che sarà utile anche in futuro in caso di nuovi focolai da spegnere immediatamente nel post pandemia.

"No ai tamponi a tappeto adesso, ma ad una giusta distribuzione prima che il sistema Italia riparta. Un enorme investimento che non possiamo vanificare. Abbiamo cosi' da una parte bloccato le possibili trasmissioni. Ma alla fine della fiera, cioe' quando stiamo per riaprire i motori dell'Italia, dobbiamo capire quante son le persone potenzialmente asintomatiche ma portatrici. Tutte le regioni dovranno trovare delle strategie intelligenti. Una su cui siamo tutti d'accordo e' testare tutti gli operatori di pubblica utilita' (dagli operatori sanitari fino ai giornalisti) che non si sono fermati in questo periodo"

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Per Parruti, dunque, è fondamentale procedere a tamponi diffusi ma mirati prima di rimettere tutti in libertà per non vanificare gli sforzi sanitari ed economici fatti fino ad ora.

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