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Coronavirus, Parruti (ospedale Pescara) a La vita in diretta: "È una fiumana di ambulanze con pazienti in crisi respiratoria"

Fanno davvero impressione le parole dette poco fa da Giustino Parruti, direttore Uoc (unità operativa complessa) Malattie Infettive dell'ospedale di Pescara in diretta televisiva

«Stiamo ricevendo una fiumana di ambulanze con pazienti che mostrano difficiltà respiratorie». 
Fanno davvero impressione le parole dette poco fa da Giustino Parruti, direttore Uoc (unità operativa complessa) Malattie Infettive dell'ospedale di Pescara in diretta televisiva.

Parruti infatti, intervistato da Max Franceschelli, è stato in collegamento con il programma di Rai 1 "La vita in diretta" con in studio Lorella Cuccarini.

La trasmissione della televisione di Stato ha deciso di collegarsi in diretta con Pescara vista l'impennata di casi e conseguenti ricoveri per le persone contagiate da Covid-19 (Coronavirus).
Questo quanto detto da Parruti nello spiegare come la situazione sia molto seria nell'ospedale cittadino:

«Stiamo ricevendo una fiumana di ambulanze con pazienti che mostrano difficiltà respiratorie. Come prima cosa abbiamo bisogno di quell'entusiasmo che stiamo riscoprendo, ieri mattina alle ore 7:45 tutto il personale dell'area medica era qui. A fronte delle notizie di un nuovo peggioramento sono venuti tutti qui a chiedere come dovessero aiutarci. Io non posso che ringraziare con tutta la forza che ho il personale che sta mostrando davvero una grande capacità di tenuta. Ma abbiamo bisogno di rinforzi naturalmente ci stiamo organizzando: mancano all'appello alcuni infermieri per i settori critici, alcuni medici ma stiamo cercando di reperirli, mancano almeno 5 o 6 ventilatori per poter aprire il terzo gruppo di attività rianimatoria che vorremmo inaugurare domani mattina visto che ormai abbiamo usato tutti i posti a nostra disposizione e il resto della sezione non è ancora ricettivo e poi abbiamo ancora bisogno di monitor multiparametrici perché abbiamo tanti pazienti che sono in una disfunzione respiratoria instabile a ciascuno dei quali vorremmo dedicare un monitor multiparametrico. E in questo momento dobbiamo spostarli da un paziente all'altro». 

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