La denuncia del comitato di quartiere di Rancitelli: "Anche a Pescara persone positive dopo il funerale di Campobasso"

Lettera aperta di Don Max e della presidente del comitato Di Credico, che parlano di una situazione di totale abbandono nel quartiere fra criminalità, matrimoni e feste nonostante il Covid19

Rancitelli sempre più nell'illegalità ed abbandono, una situazione già difficile che si è ulteriormente complicata con l'emergenza Coronavirus, dove nonostante i divieti e le prescrizioni si assiste a spaccio continuo di stupefacenti, assembramenti, ed anche feste e cerimonie. A denunciare la situazione, Don Max De Luca e la presidente del comitato di quartiere Di Credico che hanno scritto una lettera aperta lanciando un grido di dolore e una richiesta d'aiuto in quanto non ci sarebbero adeguati controlli sul territorio da parte delle forze dell'ordine, con il comportamento di persone prive di scrupolo che rischiano di vanificare invece i sacrifici e gli sforzi fatti da chi è rimasto a casa.

I fatti di Campobasso e Vasto in questo momento non ci lasciano affatto tranquilli. Sappiamo che anche da Pescara alcune persone hanno partecipato al funerale e sono attualmente positive ma purtroppo questa notizia viene taciuta. Matrimoni, funerali, battesimi, compleanni avvenuti davanti ai nostri occhi e agli occhi di chi rappresenta lo Stato che si è mostrato debole, impotente e incapace di rispondere in modo serio a quanto stava avvenendo.

VIDEO - RISSA IN STRADA NONOSTANTE I DIVIETI PER IL CORONAVIRUS

Secondo il parroco e la presidente, è impossibile che chi è deputato al controllo del territorio non si sia accorto di feste e matrimoni in mezzo alla strada, nonostante anche le continue segnalazioni con foto, video ed auto di quanto accade ogni giorno. Inoltre, coloro che avevano iniziato ad alzare la testa e denunciare situazioni di criminalità ora stanno ripiombando nell'omertà in quanto si sentono soli, senza coesione sociale:

La rabbia e la delusione sono sentimento comune e quelli che finalmente iniziavano a rialzare la testa stanno tornando a chiudersi dentro le loro case e ad osservare inermi al trionfo dell’illegalità dietro le tapparelle delle loro finestre.

Oggi siamo noi a chiedere scusa a queste persone perché abbiamo creduto nello stato di diritto, nella cultura della legalità, nella possibilità di riqualificare una zona che per molti è il tappeto sotto il quale nascondere la polvere di Pescara. Abbiamo creduto nella possibilità del reale cambiamento quando con il gonfalone della città vi siete mostrati vicini ai cittadini. Abbiamo sperato che realmente qualcosa potesse cambiare.

Diversi alloggi popolari liberati negli ultimi mesi sarebbero stati rioccupati, approfittando della debolezza dello stato per riappropriarsi di luoghi adatti per le piazze di spaccio e degrado. Per questo, Don Max e la Di Credico si dicono delusi dalle promesse dei politici fatte solo per ottenere consenso, in assenza di fatti concreti anche e soprattutto in questo momento difficile.

La nostra Rancitelli deve diventare un quartiere libero e vogliamo essere ottimisti; quando inizierà la corsa alla ricrescita nella nostra città, ai nastri di partenza dovrà esserci anche Rancitelli, senza avere la zavorra di chi l’ha degradata e soggiogata in questi decenni

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