Il comitato di quartiere di Rancitelli torna all'attacco: "Basta promesse e prese in giro"

Il comitato "Per una nuova Rancitelli" torna ancora una volta sulla questione sicurezza nel quartiere dopo l'atto intimidatorio nei confronti di un cittadino appartenente al comitato

No a polemiche politiche strumentali ed a promesse mai mantenute. Così il comitato di quartiere "Per una nuova Rancitelli" torna sulla questione dell'atto intimidatorio nei confronti di un cittadino appartenente al comitato, alla luce soprattutto delle polemiche innescate dalle dichiarazioni del consigliere regionale Pettinari e del centrodestra.

Secondo il comitato, le promesse fini a se stesse devono finire, anche alla luce della riunione che ha stabilito le modalità per l'abbattimento delle palazzine inagibili e del Ferro di Cavallo, un processo nel quale era stata più volte garantita la partecipazione attiva dei cittadini al processo decisionale per il futuro di Rancitelli, ma che poi si è rivelata la solita promessa non mantenuta.

Di concretezza, negli ultimi mesi, ne abbiamo vista poca. E poca ne abbiamo vista, ancora una volta, nelle dichiarazioni di facciata dopo quanto avvenuto tre giorni fa al Ferro di Cavallo. All’indomani dell’accaduto il sindaco Carlo Masci ha annunciato decisioni forti. Allora ci dia un segnale forte: a Rancitelli, come in altri quartieri di periferia, il sindaco con tutto il comitato per  l’ordine e la sicurezza pubblica comincino a riservare la stessa attenzione che viene destinata alla movida, con controlli, presidi e provvedimenti dei quali leggiamo quotidianamente sugli organi di stampa.

Il comitato ricorda come durante il lockdown nel resto della città ci fosse un dispiegamento impressionante di forze dell'ordine mentre a Rancitelli si tenevano quotidianamente assembramenti e fuochi d'artificio per feste private. Per la questione dell'atto intimidatorio, il comitato ringrazia per la solidarietà espressa dal consigliere Pettinari che però dovrebbe, se ne è a conoscenza, fare i nomi e denunciare i criminali che spacciano ed occupano abusivamente le case, senza limitarsi a sollevare problematiche generiche note da decenni.

Allo stesso tempo siamo costretti però a precisare che, a differenza di quanto affermato dall’assessore Del Trecco, la situazione degli alloggi Ater occupati abusivamente è meno rosea e più complessa di quanto ci dice oggi. È sì vero che quattro delle cinque case sgomberate a novembre sono state riassegnate. Ma è altrettanto vero che gli sgomberati di allora hanno rioccupato illegittimamente alloggi nelle stesse zone. È evidente che qualcosa non ha funzionato nel sistema di vigilanza e di controllo del territorio, perché difatti il numero di occupanti abusivi resta lo stesso, e si è solo spostato di qualche metro.

Il comitato infine si dice pronto a collaborare per migliorare la situazione di Rancitelli, senza pregiudizi e senza preconcetti per partecipare alle decisioni importanti che verranno prese per l'assetto complessivo e generale della zona.

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