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All'alberghiero i ragazzi incontrano lo chef stellato Gennaro Esposito

Lo chef: “In cucina non conta chi arriva primo o chi tenta di stupire con effetti speciali, ma contano le emozioni che si suscitano nel cliente e le percezioni che arrivano da ciò che si assaggia”

Lo chef stellato Gennaro Esposito, titolare del ristorante ‘La Torre del Saracino’ e star di trasmissioni tv come ‘Cuochi d’Italia’ e ‘Junior Master Chef’, ha incontrato gli studenti di enogastronomia dell’istituto alberghiero ‘De Cecco’, alla presenza della dirigente scolastica Alessandra Di Pietro, dei docenti chef Amedeo Prognoli, Roberto Cirone e Nicola Petrongolo, e del delegato dell’Accademia della Cucina Pescara-Aternum, Giuseppe Di Giovacchino.

“In cucina non conta chi arriva primo o chi tenta di stupire con effetti speciali, ma contano le emozioni che si suscitano nel cliente e le percezioni che arrivano da ciò che si assaggia. E non c’è niente di più straordinario che continuare a emozionare cucinando secondo la tradizione, con semplicità. Ai ragazzi raccomando ogni giorno di studiare perché stare ai fornelli è un’arte che si intreccia a tutte le altre arti, la pittura, la scultura, la letteratura e prima o poi anche Dante sarà d’ispirazione per le pallotte cacio e uova abruzzesi”, ha detto Esposito.

E poi, parlando ai ragazzi e dopo aver visitato i laboratori di cucina dell’Officina del Gusto, ha aggiunto: “Oggi ho 52 anni e sicuramente la cucina, la passione per i fornelli hanno salvato quel ragazzo che ero, un po’ scapestrato, nato e cresciuto a Vico Equense. Le Stelle, i riconoscimenti, sono importanti, ma non bastano: quando siamo ai fornelli, quando lavoriamo, quello che conta sono le emozioni che suscitiamo e le percezioni che sappiamo restituire a chi assaggia i nostri piatti. Spesso cuciniamo per persone che non sono, ovviamente, tecnicamente preparate a giudicare il nostro lavoro, ma è importante sapere che proprio il nostro lavoro genera emozioni e spetta a noi saper gestire quelle emozioni”.

Per i ragazzi di un istituto alberghiero, secondo lo chef, "è comunque importante studiare, è importante la cultura, è quella che un giorno permetterà ai futuri professionisti di creare, di inventare, di pensare ai vostri piatti nel modo più straordinario e meraviglioso possibile. Ed è altrettanto importante l’arte degli operatori di sala in un’epoca in cui non esiste più la figura del semplice cameriere: il cliente oggi passa molte ore a tavola e giudica il luogo in cui mangia anche dall’estetica, dall’arredo, e pensiamo che ogni cliente è diverso dall’altro e ogni chef deve confezionare per ciascuno un vestito su misura".

E ha concluso: "Oggi un vero chef è quello che sa dare la stessa dignità sia alla cucina creativa che a quella tradizionale. Agli studenti che si avviano verso la professione ricordo che non devono mai sentirsi obbligati a stupire con effetti speciali in cucina, devono lavorare duramente per imparare il mestiere e presto si accorgeranno di essere loro gli artefici delle nuove tendenze, senza lasciarsi scoraggiare dal primo schiaffo o dalla prima tirata d’orecchi".

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